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Martedì 17 Luglio 2018, ore 15.09
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Ricerca e Sviluppo, Italia maglia nera in Ue

Analisi e dati di politica della scienza e della tecnologia nel Report curato dal Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale (Dsu) del Cnr

Economia ·
(Teleborsa) - Nel nostro Paese il rapporto tra spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) e Prodotto Interno Lordo (PIL) cresce dall'1% del 2000 all'1,3% del 2015, ma restiamo in fondo alla classifica europea. In calo anche gli stanziamenti agli Enti pubblici di ricerca e i dottori di ricerca, mentre fatica il commercio high-tech. Incoraggiante l’aumento del contributo italiano alla letteratura scientifica e al deposito di brevetti, soprattutto in ingegneria meccanica.

E' la fotografia scattata da analisi e dati di politica della scienza e della tecnologia nel Report curato dal Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale (Dsu) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR).

Nel dettaglio, la spesa per R&S finanziata dal Governo in percentuale al PIL è rimasta stazionaria, di poco superiore allo 0,5% del PIL, e gli stanziamenti del Miur agli Enti pubblici di ricerca sono calati dai 1.857 milioni del 2002 ai 1.483 milioni del 2015: il CNR, in particolare, ha subito una riduzione da 682 milioni a 533 milioni.

Nonostante ciò, il sistema italiano della ricerca mostra segni di vitalità confortanti, attestati dal contributo alla letteratura scientifica internazionale. Dal 2000 al 2016 l’Italia è passata dal 3,2% al 4% della quota mondiale, raggiungendo la Francia. Un risultato ancora più apprezzabile se si pensa che i paesi occidentali hanno visto la propria quota ridursi, in conseguenza dell’imporsi nel panorama scientifico di paesi emergenti, primo tra tutti la Cina. Destano invece preoccupazione i segnali sulla moderata crescita del personale di ricerca, la caduta dei dottori di ricerca dagli oltre 10 mila del 2007 a meno di 8 mila nel 2016.
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