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Giovedì 16 Agosto 2018, ore 06.04
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CGIA Mestre, famiglie sempre più indebitate. Per mantenere i consumi NO scambio - IRPEF + IVA

Economia ·
(Teleborsa) - In media, ciascuna famiglia italiana è indebitata per 20.549 euro l'anno. I "passivi" con banche e istituti finanziari raggiungono quasi i 534 miliardi di euro. Dal 2014 il debito è in costante crescita e negli ultimi tre anni è aumentato dell'8,2 per cento, vale a dire di 40,6 miliardi. Ciò in quanto il sistema creditizio nel suo complesso ha ricominciato a erogare prestiti ai cittadini. E tra fine 2016 e fine 2017, ad esempio, gli impieghi bancari alle famiglie consumatrici per l’acquisto delle abitazioni sono aumentati dell’1,9 per cento, mentre i dati del credito al consumo, includendo anche le finanziarie, indicano un +8,3 per cento. Il ruolo economico delle famiglie italiane è importantissimo: il 60 per cento circa del Pil nazionale è riconducibile appunto ai consumi dei nuclei familiari. L’eventuale aumento dell’Iva potrebbe compromettere ulteriormente la tenuta economica di queste ultime, soprattutto di quelle ubicate nelle realtà più in difficoltà del Paese.

Sono dati raccolti dall'Ufficio studi dell'Associazione Artigiani Piccole Imprese (CGIA) di Mestre e sul ventilato e temuto aumento dell'Iva, il suo coordinatore, Paolo Zabeo, dichiara che "anche se fosse solo selettivo peggiorerebbe, in particolar modo, la situazione economica delle famiglie meno abbienti. E nemmeno l’operazione meno Irpef più Iva sarebbe a saldo zero. I 10 milioni di contribuenti Irpef che rientrano nella no tax area, tra i quali i disoccupati e coloro che percepiscono una pensione di invalidità, non avrebbero alcun benefico dall’introduzione della flat tax. Per contro, subirebbero un aumento dei prezzi di beni e servizi che toglierebbe loro ulteriore liquidità".

A fine 2017, segnala l’Ufficio studi CGIA, le famiglie più "esposte" con le banche risultavano abitassero in Lombardia. Al primo posto quelle residenti nella provincia di Milano, con un debito di 29.595 euro; al secondo quelle di Monza-Brianza, con 29.078 euro e al terzo le residenti a Lodi, con 27.631 euro. Appena fuori dal podio troviamo Como, dove il debito medio ammontava a 27.501 euro.

Agli ultimi posti della graduatoria nazionale "indebitamenti", invece, le famiglie residenti nel cosiddetto profondo Sud, come quelle di Reggio Calabria, con un debito di 10.301 euro, e di Vibo Valentia, con 9.411. Le famiglie meno indebitate d’Italia, infine, sono ubicate a Enna, con un "rosso" che si è attestato a 9.169 euro.

"La maggiore incidenza del debito sul reddito – conclude Zabeo – si riscontra nelle famiglie economicamente più deboli, vale a dire in quelle a rischio esclusione sociale che, statisticamente, sono tornate a crescere paurosamente, visto che gli effetti della crisi hanno accentuato, anche da noi, il divario tra poveri e ricchi".

Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane, precisa l’Ufficio studi della CGIA, si intende quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, prestiti personali, prestiti contro la cessione dello stipendio, aperture di credito in conto corrente (in genere forme di credito al consumo). Sono inoltre incluse altre forme tecniche di prestito che, come indicato dalla Banca d’Italia, non sono specificate nelle statistiche (ad esempio, carte di credito, prestiti su pegno e altro.).


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