Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Martedì 16 Ottobre 2018, ore 22.41
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Appello Menarini, seconda udienza a Firenze: processo dai "numeri monstre" con 440 mil euro versati allo Stato

Il P.G. Ettore Squillace Greco ricorda tra l'altro le cifre record di 1200 milioni di euro confiscati e di 440 milioni persati all'Erario

Economia ·
(Teleborsa) - Seconda udienza del Processo Menarini in Corte di Appello a Firenze per la vicenda del prezzo gonfiato dei farmaci" e dei reati finanziari connessi, che vede come principali imputati i fratelli Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, figli del patron della multinazionale farmaceutica Menarini, Alberto Sergio Aleotti, morto nel 2014.

Lucia e Alberto Sergio, giudicati colpevoli di corruzione e riciclaggio la prima e di solo riciclaggio il secondo, nel 2016 erano stati condannati dal Tribunale del capoluogo toscano rispettivamente a 10 anni e 6 mesi di reclusione e a 7 anni e 6 mesi. Lucia Aleotti è difesa dagli Avvocati Alessandro Traversi e Franco Coppi, mentre il fratello è assistito da Giampaolo Del Sasso e Michela Vecchi.

Nel dibattimento, cominciato alle 14 e durato quattro, hanno preso la parola i tre rappresentanti della Pubblica Accusa. Per primo è intervenuto il Dott. Ettore Squillace Greco, attuale Procuratore di Livorno, che prende parte al processo di Appello per "applicazione, come prevede la Legge, in quanto tra i protagonisti del giudizio di primo grado come P.M.

Squillace Greco ha esordito ricordando i numeri mostre di questo processo, numeri eccezionalmente straordinari, da record: 440 faldoni di Atti Giudiziari, 550 di documenti, 821 pagine di Atti d'Appello, compresa copiosa "contabilità" in nero sequestrata a suo tempo nella base segreta di Lugano. E poi, 1200 milioni confiscati, 440 milioni pagati dalla Menarini all'Agenzia delle Entrate per imposte e sanzioni di vario tipo. La più alta somma di denaro mai versata allo Stato.

E' stata poi la volta del P.G. Benedetta Parducci che, riferendosi a una serie di eccezioni procedurali presentate dalle parti, ha spiegato alla Corte i motivi per cui ha chiesto che vengano respinte. Mentre da parte sua, il P.M. di primo grado Luca Turco, anch'egli presente al dibattimento per "applicazione", ha affrontato la questione della truffa al Servizio Sanitario Nazionale quale presupposto del reato di riciclaggio. Truffa esclusa dalle sentenza del 2016 ma riproposto in sede di Appello nel corso della prima udienza.

Il dibattimento è stato quindi aggiornato alle 9,30 del mattino di mercoledì 17 ottobre.

A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite S.r.l". è un'azienda farmaceutica italiana fondata a Napoli nel 1886 da Archimede Menarini, con sede a Firenze dal 1915. Il Gruppo Menarini si occupa dell'intero ciclo, dalla fase di ideazione dei nuovi progetti fino alla fase di registrazione del farmaco, alla commercializzazione e alla distribuzione. I programmi di ricerca sono sviluppati dai centri di Firenze, Pisa, Pomezia, Barcellona e Berlino e riguardano essenzialmente le patologie cardiovascolari, l'oncologia e l'area dolore-infiammazione-asma con lo studio di antagonisti recettoriali.

Dal 1986 Menarini opera del campo delle biotecnologie nel territorio nazionale presso la sede di Pomezia, alle porte di Roma. Nel 2017 Menarini ha ottenuto un fatturato di 3.6 miliardi di euro, dispone di 17.000 dipendenti di cui 3.700 in Italia.

Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.