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Lunedì 12 Novembre 2018, ore 20.45
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Entro fine mese il voto della Camera, Anief presenta 100 emendamenti sulla scuola

Economia ·
(Teleborsa) - La Legge di Stabilità 2019 è alla resa dei conti. Dopo la bollinatura della Ragioneria di Stato, il testo è stato trasmesso alle Camere e il disegno di legge di Bilancio è stato anche assegnato alla V Commissione di Montecitorio dove è stato definito l'iter da seguire e la nomina dei relatori.

Nei prossimi giorni si passerà alla presentazione degli emendamenti, che scadrà giovedì 15 novembre: le modifiche segnalate dai gruppi dovranno pervenire entro il 20 e votate dal giorno dopo, mentre l’approdo in Aula si dovrà realizzare entro il 28 novembre, dove di lì a breve si svolgerà la votazione finale alla Camera. Subito dopo, la manovra passerà a Palazzo Madama per seguire in iter analogo. In ogni caso, entro il 31 dicembre 2018, dovrà essere approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Come da prassi, la fase di studio più approfondita delle modifiche da apportare è quella che ci si appresta a vivere. Ed è per questo motivo che il sindacato della scuola, Anief ha predisposto oltre 100 emendamenti. Si va dall'anticipo pensionistico con quota 96, che dovrà essere adottata senza vincoli né decurtazioni, all’APE social, da allargare a tutti gli insegnanti; dal riscatto gratuito della laurea alla stabilizzazione dei precari che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio come ci chiede da tempo l’Europa e che invece si vogliono cassare dai concorsi; dalle classi pollaio, per dire basta ai raggruppamenti anti-didattici di oltre 22 alunni per aula e il rispetto della normativa che ne riduce in presenza di disabili, alla cancellazione dei posti in deroga di sostegno, da trasformare in cattedre in organico di diritto utili per i trasferimenti e per le immissioni in ruolo, in modo da finirla con le famiglie costrette a rivolgersi al giudice per ottenere più ore e risarcimenti.

Tra i provvedimenti chiesti dal sindacato, inoltre, c’è la riapertura delle GaE, le graduatorie ad esaurimento, molte delle quali prive di candidati, la cui "ottusa chiusura" - spiega il sindacato - solo quest’anno ha prodotto la mancata assegnazione in ruolo di 33 mila posti, ma anche la conferma del licenziamento di oltre 10 mila diplomati magistrali, messi alla porta dopo essere stati assunti a tempo indeterminato con tanto di anno di prova espletato. L'Anief chiede anche il "ripristino del doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, l’avvio nei fatti del tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli pre-Gelmini nella scuola primaria, con il maestro specialista di inglese ed educazione motoria, come annunciato di recente dal governo in carica".

"Dopo un esame accurato del testo prodotto sino ad oggi - spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - abbiamo prodotto una lunga serie di richieste di modifica, la cui attuazione permetterebbe alle nostre scuole di affrancarsi da problemi cronici e limiti oggettivi che oggi le soffocano e che spesso compromettono la produzione di un servizio formativo adeguato ad un Paese avanzato". Il nostro sindacato Anief - aggiunge Pacifico - chiederà di essere ascoltato, quindi, dalla V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, incaricata di esaminare il disegno di Legge di Stabilità 2019. E ribadirà le istanze al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, nel già previsto incontro del prossimo 13 novembre da svolgersi presso la Funzione Pubblica".
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