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Boccia: "Con l'attuale manovra vi è rischio recessione. Il Governo trovi soluzioni"

Ad Agorà, su Rai3, il Presidente Confindustria chiede misure volte alla crescita e al supporto dell'economia reale

Economia ·
(Teleborsa) - “È evidente che potremmo avere un rischio recessione”. L’avvertimento arriva dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che, nel corso del suo intervento ad Agorà, il programma condotto da Serena Bortone su Rai3, ha mosso le sue critiche alla manovra del Governo.



Per Boccia “il rallentamento globale dell’economia unito a una manovra solo espansiva che ha poco di crescita, potrebbero portare ad un arretramento”. Tra le problematiche sottolineate dal presidente di Confindustria vi è innanzitutto, il meccanismo immaginato per il reddito di cittadinanza che ha definito “nobile nel concetto ma non privo di criticità”.

Per Boccia, la possibilità di rinunciare a tre proposte di lavoro prima di perdere il reddito di cittadinanza, “in luoghi come il Mezzogiorno del paese in cui abbiamo una disoccupazione al 34%, è un messaggio che è antitetico alla centralità del lavoro”. La seconda criticità evidenziata riguarda la non proporzionalità tra il reddito di cittadinanza e il salario di primo ingresso. Un punto su cui Boccia ha annunciato l’intenzione di discutere con Di Maio. Alla base, per il presidente di Confindustria, vi è la convinzione che il reddito di cittadinanza debba essere “un ponte che dia centralità al’'occupazione e al lavoro” e non “un elemento che poi nel medio termine diventa assistenzialismo”.

Dopo sei mesi dal suo insediamento “il Governo – ha aggiunto Boccia – sta recuperando il buonsenso sulle criticità, e ha capito che il confronto serve per trovare soluzioni”. Auspicando, dunque, un’efficace revisione della manovra, presidente di Confindustria ha puntato il dito sul “depotenziamento di strumenti quali Industria 4.0 e super-ammortamenti”, sul “dimezzamento del credito d’imposta di ricerca e sviluppo” e contestato la decisione di “non allocare tutti i fondi per i crediti di imposta e investimento nel mezzogiorno”. Tutte misure che, per Boccia, risultano incompatibili con la crescita del Paese e una ripresa dell’economia reale.





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