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Mercoledì 16 Gennaio 2019, ore 21.52
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Banche, Savona: "Necessario completare subito l'Unione bancaria"

Partendo dal caso Carige il ministro per gli Affari Europei sottolinea le conttaddizioni e i limiti dell'attuale organizzazione

Finanza ·
(Teleborsa) - “Serve subito l’unione bancaria europea”. A sottolineare i limiti dell’attuale organizzazione europea “incapace di creare stabilità finanziaria oltre che monetaria” è il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, che oggi, sul Sole 24 Ore, torna a esporre una tesi da lui ribadita più volte.

Lo spunto è la soluzione adottata dal Governo per fronteggiare la crisi di Carige che, per Savona, “conferma l’incompletezza dell’Unione Monetaria ed Economica Europea”. Una riforma dimezzata che andrebbe integrata con interventi volti al “raggiungimento del bene comune”, elencati, dallo stesso Savona, nel documento Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa, inoltrato a Bruxelles lo scorso settembre.

Al centro della tesi di Savona vi è la considerazione che un sistema economico in cui i poteri restano disgiunti dalle responsabilità e l’onere viene scaricato sulla collettività non può funzionare. Nello specifico, per Savona, “non può esservi unione monetaria senza l’esistenza di un prestatore di ultima istanza (lender of last resort) e un fondo garanzia depositi”.

Sul caso Carige, il Ministro, ha puntato il dito, innanzitutto, sul sistema che – in un lungo periodo di crisi economica in cui le banche vedono, inevitabilmente, deteriorati i propri crediti e bloccate le prospettive di crescita e di rendimento delle attività – chiede agli istituti di affrontare tale situazione “con aumenti di capitali delle banche ed economie di costo”. Un contesto aggravato da una “campagna sistematica sulla possibile insostenibilità dei debiti pubblici” che determina “effetti negativi anche sui depositi bancari” creando “un circolo vizioso tra necessità e vincoli europei difficilmente gestibile”.

Savona evidenzia come non può esistere un’Unione monetaria dotata di vigilanza bancaria centralizzata in cui “si nega l’indispensabilità del lender of last resort, la necessità della protezione o assicurazione dei depositi e non vi è una visione chiara sui modi in cui affrontare la risoluzione sulle crisi bancarie”.

L’auspicio del Ministro è che “vengano completate l’unione monetaria e quella bancaria dotandole degli strumenti di intervento necessari” in quanto “senza una politica fiscale a livello europeo che sospinga la crescita reale, l’intervento degli Stati membri a sostegno delle banche e dei depositanti causa un continuo inseguimento del problema fatto di non soluzioni strutturali”.











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