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Mercoledì 16 Gennaio 2019, ore 21.18
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Mercato auto: sul settore pesano gli effetti del calo delle vendite in USA e Cina

Ford e Jaguar Land Rover tagliano i costi mentre Fiat Chrysler è alle prese con il dieselgate

Economia, Finanza ·
(Teleborsa) - A pochi giorni dall’apertura del Salone dell’Auto di Detroit, il prossimo 15 gennaio, lo stato di salute del settore non sembra essere dei migliori. Negli Stati Uniti a influire negativamente sul mercato dell’automotive, nell’ambito di un più generale rallentamento dell’economia mondiale e in particolare di quella cinese, vi sono, innanzitutto, l’innalzamento dei tassi di interesse, il taglio delle sovvenzioni federali per l’acquisto di auto elettriche e l’impennata dei costi di acciaio e alluminio derivante dalla guerra dei dazi con la Cina.

Il calo delle vendite nei due più grandi mercati dell’auto del mondo ha ripercussioni sull’intero settore a livello globale in un quadro in cui l’aumento del prezzo delle vetture incide ulteriormente sulle vendite.

General Motors (GM) e Ford sono in piena ristrutturazione e Fiat Chrysler, il cui titolo preoccupa i mercati finanziari, è alle prese con un dieselgate da oltre 650 milioni di dollari.

Ford, con l’obiettivo di rafforzare la redditività, ha annunciato pesanti tagli occupazionali anche in Europa e, all’orizzonte, potrebbe esserci un’alleanza strategica con il gruppo Volkswagen per quanto riguarda i veicoli commerciali. Il riassetto, fa sapere Ford, “implicherà l’aumento dell’offerta e dei volumi sui veicoli dei segmenti più redditizi” e un “intervento sui mercati sottoperformanti”.

Ma anche nel resto del mondo la situazione non è rosea. Jaguar Land Rover ha annunciato un pesante taglio dei costi nel Regno Unito con il licenziamento di 5000 dei 40.000 dipendenti dello storico marchio automobilistico inglese. Una ristrutturazione da 2,5 miliardi di sterline che, su ammissione del vertice dell’azienda, si è resa necessaria a causa della “tempesta perfetta” che ha colpito il marchio. Anche in questo caso la crisi è imputabile, principalmente, alla contrazione del mercato cinese e al crollo delle vendite dei veicoli diesel. Un contesto a cui si aggiungono le incognite sulla Brexit.








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