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Lunedì 18 Febbraio 2019, ore 09.47
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PA, pronta delega al Governo: Bongiorno cambia il lavoro pubblico

"Non abbiamo una Pa, ma tante Pa. Alcune corrono, altre sono alla preistoria. La sfida è difficile e richiede tempo", ha scritto su Twitter il Ministro

Economia, Welfare ·
(Teleborsa) - Proprio ieri un dossier della Cgia di Mestre, su dati della Commissione europea che riguardano l'indice sulla qualità dei servizi offerti dagli uffici pubblici dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica, ha certificato, qualora ce ne fosse bisogno, che la nostra Pubblica Amministrazione è un vero e proprio disastro: in Europa peggio di noi solo la Grecia. Davvero un triste primato. Ovviamente non tutto è da buttare. Anzi. Anche nel nostro paese ci sono tante realtà che funzionano, e funzionano molto bene. E anche in questo caso si ripete il copione di un'Italia spaccata in due dove emergono profonde divisioni tra una regione e l'altra, tra Nord e Sud.


RIVOLUZIONE AL VIA - Anche per questo, in più di un'occasione, il Ministro della PA Giulia Bongiorno ha annunciato una vera e propria rivoluzione e proprio ieri è intervenuta sull'argomento: "Ho sempre sostenuto quello che attesta la Cgia di Mestre: non abbiamo una Pa, ma tante Pa. Alcune corrono, altre sono alla preistoria. La sfida è difficile e richiede tempo, ma con nuove energie e con ricambio generazionale può finalmente partire rivoluzione digitale che trasformerà #Pa", ha scritto su Twitter.

COME CAMBIA IL LAVORO PUBBLICO - Una delega al Governo per una "migliore organizzazione del lavoro" nella P.a.: le linee guida della riforma sono negli 8 articoli del Ddl del ministro Giulia Bongiorno, esaminato in via preliminare dal Cdm lo scorso 21 dicembre, arrivato per il parere alla Conferenza Unificata, dove è all'odg il 17 gennaio. Inciderà su concorsi, valutazione del merito, mobilità, disciplina della dirigenza, ribilanciamento tra norme inderogabili e ambito dei contratti collettivi. In arrivo concorsi su misura per le diverse professionalità; verifiche anche su capacità relazionali e attitudini al lavoro di gruppo; un albo nazionale per i componenti delle commissioni per i concorsi; un sistema nazionale di valutazione del merito ed un nuovo codice di condotta, stretta sui dirigenti che non vigilano sui furbetti del cartellino.
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