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Domenica 24 Febbraio 2019, ore 03.43
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Ue, riciclaggio di denaro sporco: 23 Paesi nella lista dei sospettati

Nella lista nera della Commissione europea entrano 11 nuovi Paesi tra cui Arabia Saudita, Panama, Porto Rico, Libia e Nigeria. Assente la Svizzera

Economia ·
(Teleborsa) - Nella lista dell'Unione europea in cui sono elencati gli Stati terzi che secondo Bruxelles non hanno una legislazione sufficientemente severa in materia di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo entrano 11 nuovi paesi. La "lista nera" di 12 Stati stilata dalla Financial Action Task Force (Fatf), un organismo intergovernativo fondato nel 1989 per fissare e promuovere norme e misure di lotta al riciclaggio, il finanziamento del terrorismo e altre minacce all'integrità del sistema finanziario internazionale, si allarga, così, tra gli altri, anche a Arabia Saudita, Panama, Porto Rico, Libia e Nigeria.

Presentato ieri a Strasburgo, l'elenco include, inoltre: Afghanistan, Bahamas, Botswana, Repubblica democratica popolare di Corea (Corea del Nord), Etiopia, Ghana, Guam, Iran, Iraq, Pakistan, Samoa, Sri Lanka, Siria, Trinitad e Tobago, Tunisia, Isole vergini americane e Yemen. Secondo la Commissione europea sono questi i paesi terzi "ad alto rischio" per quanto riguarda il riciclaggio del denaro sporco e il finanziamento del terrorismo, a causa di "carenze strategiche" nei loro sistemi giuridici.

"Esorto questi Stati a rimediare al più presto", ha dichiarato la commissaria europea per la giustizia Vera Jourova. Finora l'Ue aveva fatto propria la lista degli Stati ad alto rischio approntata dal Gruppo d'azione finanziaria internazionale contro il riciclaggio di denaro (GAFI), organizzazione interstatale fondata dai membri del G8 e con sede a Parigi presso l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Tuttavia per il parlamento europeo questo elenco non era abbastanza severo, ragione per cui aveva chiesto alla Commissione di Bruxelles di mettere a punto una lista propria.

L'iniziativa della Commissione – sulla base delle norme e i criteri più rigorosi della quinta direttiva Ue antiriciclaggio, in vigore da luglio 2018 – aiuterà le banche e gli altri soggetti nell'Unione sottoposti alla normativa antiriciclaggio a individuare i flussi sospetti di denaro, obbligandoli a effettuare controlli rafforzati (adeguata verifica) sulle operazioni finanziarie che coinvolgono clienti e istituti finanziari dei 23 paesi terzi ad alto rischio che figurano nell'elenco.

Tra i grandi assenti nella lista vi è la Svizzera, criticata da tempo a causa delle sue azioni al portatore che, a certe condizioni, consentono agli azionisti di rimanere anonimi favorendo l'evasione fiscale. Un punto sul quale non si è espressa solo l'Ue ma anche il Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni in questioni fiscali (Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes), organismo che verifica il rispetto dello standard in materia di assistenza amministrativa tramite valutazioni tra Paesi.

Non si è fatta attendere, invece, la reazione dell'Arabia Saudita alla proposta dell'Unione europea di aggiungere Riad, alla lista nera degli Stati che combattono in modo insufficiente il riciclaggio dei capitali e dei finanziamento del terrorismo. "L'Arabia Saudita guarda con rammarico alla revisione della lista proposta dalla Commissione europea sui Paesi ad alto rischio", riporta l'agenzia di stato di Riad, rivendicando di aver adottato misure per rafforzare il quadro legale.

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