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Giovedì 25 Aprile 2019, ore 08.30
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Lavoro, Confindustria: "Entro 2024 serviranno 300mila figure, 70% tecnici"

Per Robiglio, intervenuto alla presentazione dell'ultimo Rapporto Istat, "la via da seguire è quella della crescita dimensionale e dell'aggregazione delle pmi in filiere"

Economia ·
(Teleborsa) - "Nei prossimi 5 anni serviranno alle imprese circa 300 mila figure, di cui il 70% dovranno essere figure tecniche, o tecnico-scientifiche e non ci sono". Ad affermarlo è il presidente della piccola industria di Confindustria, Carlo Robiglio, intervenuto alla presentazione del rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi.

Dopo un 2019 non iniziato nel migliore dei modi, Per Robiglio è importante che le imprese italiane abbandonino la vecchia filosofia e capiscano che oggi "piccolo non è più bello come lo era un tempo". Dal momento che il 66% delle aziende italiane sono a conduzione familiare, per il presidente della Piccola industria è, infatti, "essenziale far cambiare testa agli imprenditori in modo che si mettano in discussione, si aprano a nuove competenze intraprendendo un vero processo di managerializzazione". "Bisogna far conoscere ai giovani il nostro sistema produttivo e formare le nuove generazioni sulle competenze tecniche di cui le imprese hanno assoluto bisogno e che mancano", ha aggiunto Robiglio sottolinenando che "nel triennio 2019-2021 serviranno 193.000 tecnici che mancano all'appello".

Tra i punti fondamentali su cui devono puntare le pmi, per Robiglio, vi è l'export che "rappresenta uno dei volani principali della crescita per la nostra economia". Per incentivare le esportazioni delle piccole e medie imprese, il Presidente della piccola industria invita a "lavorare seriamente sul tema della filiera, un elemento tipicamente italiano che vede centinaia di pmi, circa 270 per ogni grande impresa, lavorare nella filiera di ciascuna azienda champion che esporta e firma accordi come quelli siglati nei giorni scorsi con il governo cinese".

La via da seguire, per il Presidente della piccola industria, è, dunque, "quella della crescita dimensionale e dell'aggregazione delle pmi in filiere".

"Ci aspettiamo sempre più attenzione da parte del governo e speriamo possa guardare alla crescita con'ottica diversa da quella che fino ad oggi ci è parso di vedere. Una crescita che non è dovuta a manovre espansive ma a manovre ragionate che permettano alle pmi di tornare a investire creando valore per se stesse e posti di lavoro per il Paese", ha concluso Robiglio.






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