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Sabato 21 Settembre 2019, ore 00.16
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Governo, Autonomia: strappo Lega-M5S su scuola e salari

Il Carroccio: "Invece di andare avanti si torna indietro. Il M5S condanna il Sud all'arretratezza". La replica pentastellata: "Loro vogliono le gabbie salariali, follia pura"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Sale ancora la temperatura della tensione nel Governo gialloverde. Questa volta a far aumentare il livello dello scontro tocca alla partita, delicatissima, sull'autonomia sulla quale si consuma l'ennesimo strappo tra Lega e CinqueStelle nella giornata di ieri nel corso del vertice convocato dal Premier Conte a Palazzo Chigi che si è interrotto quasi subito.

DI MAIO: DOBBIAMO ESSERE GARANTI DELL'UNITA' NAZIONALE - “Ci siamo bloccati sulla scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere”. Luigi Di Maio affida la prima reazione ufficiale a Facebook dopo lo strappo.

“Stamattina il tavolo sull’autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l’unità della scuola così come l’unita nazionale“. L’Autonomia si deve fare ma non si deve fare male", ha tuonato il leader pentastellato pentastellato

Una spaccatura che ha mandato il collega Vicepremier, Matteo Salvini, su tutte le furie: “Se c’è qualcuno che sabota, qualcuno che l’autonomia non vuol farla… Allora si parli chiaro”, ha detto il leader leghista in un video postato sui social.

SALVINI: "VOGLIO LAVORO CHE CRESCE, NON CHE TORNA INDIETRO" - “Chi rallenta sull’Autonomia non fa un dispetto a Salvini o alla Lega. Certe cose io me le aspetto dalle opposizioni, dal Pd”. Affonda ancora il leader leghista: “Chi difende il vecchio non fa un favore a nessuno. Né a Milano né a Napoli. Oggi l’Italia è unita? No. Perché la gestione centralizzata favorisce gli sprechi e i furbetti. Autonomia significa incentivare. E io voglio un Governo che corre, che lavora, che cresce. Non che torna indietro”.

Ma non è solo la scuola a tenere banco. A rischiare di far saltare la partita anche presunte "gabbie salariali", come riportano alcune dichiarazioni post- vertice, che fanno alzare il muro sponda CinquesteStelle: “La Lega vuole tornare indietro di 50 anni”, dice la parlamentare M5S Barbara Lezzi. Una misura che secondo i pentastellati si tradurrebbe "nell’alzare gli stipendi al nord e abbassarli al centro-sud, una cosa che per il M5S è totalmente inaccettabile". Poi continua: "Una simile proposta spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista", perché inoltre "impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre università, diventerà difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano".

IL PACIERE CONTE: RIFORMA RISPETTERA' COSTITUZIONE - Toccherà, ancora una volta, al Premier Giuseppe Conte, indossare i panni da paciere per cercare di trovare un punto di mediazione tra le due anime al Governo che più di una volta nel corso dei mesi si sono trovate a bisticciare e punzecchiarsi su più di un tema, rivelando una ormai evidente diversità di vedute che fa spesso tremare l'equilibrio dell'esecutuvo.

"Sulle autonomie stiamo lavorando, io presiedo il tavolo. Ritengo che il modo migliore per una buona riforma sia instaurare un contraddittorio aperto tra tutti, poi faccio le mie valutazioni. Abbiamo fatto molto lavoro, sono il garante del lavoro che stiamo facendo che porterà a una riforma che rispetterà la Costituzione", ha assicurato il Presidente del Consiglio.
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