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Domenica 22 Settembre 2019, ore 15.56
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Scuola, Cassazione: "Portare il pranzo da casa non è un diritto"

Le Sezioni unite della Corte, accogliendo il ricorso del Comune di Torino, hanno ribaltato la pronuncia favorevole al panino in mensa

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - "Un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all'autorefezione individuale, nell'orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile". Con questa motivazione le Sezioni unite civili della Cassazione, accogliendo il ricorso del Comune di Torino, hanno annullato la sentenza della Corte d'appello che aveva affermato la sussistenza – alla luce delle norme vigenti e dei principi costituzionali in tema di diritto all'istruzione, all'educazione e all'autodeterminazione in tema di scelte alimentari – di diritti soggettivi dei genitori degli alunni delle scuole dell'obbligo relativi sia alla scelta, per i propri figli, tra il servizio di ristorazione scolastica e il pasto portato da casa, sia per quanto riguarda il relativo consumo nei locali della scuola nel medesimo orario del servizio di ristorazione.

"Alla luce del nuovo pronunciamento delle Sezioni unite l'amministrazione procederà a supportare le famiglie e le scuole nelle prossime delicate fasi organizzative che conseguono al suddetto pronunciamento", ha dichiarato l'assessora all'Istruzione del Comune di Torino, Antonietta Di Martino.

Alla base della decisione di molte famiglie di portare il pasto da casa vi sono motivi economici ma anche dubbi sulla qualità dei prodotti offerti. Secondo Coldiretti, infatti, più di un italiano su quattro (26%) ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche dove si stima ne vengano consumati 380 milioni all'anno per due milioni e mezzo di studenti, nella sola refezione della scuola dell'obbligo.






(Foto: Blackcat CC BY-SA 3.0)
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