Giovedì 6 Agosto 2020, ore 18.12
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ArcelorMittal, Governo tenta ultima mediazione. Allarme aziende indotto

In settimana probabile nuovo incontro fra il Premier Conte e i vertici dell'azienda

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Adesso che lo spegnimento dell'ex Ilva di Taranto è una realtà scandita da un cronoprogramma, si fa sempre più insistente la richiesta corale da parte di sindacati e imprenditori al Governo di trovare, e in fretta, una soluzione.

Da qui alle prossime ore riflettori puntati su Palazzo Chigi, in particolare sul Premier Giuseppe Conte nelle cui mani è affidata la trattativa ai più alti livelli. ll Presidente del Consiglio, insieme al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, dovrebbe incontrare i Mittal in settimana ma una data ufficiale ancora non sembra esserci e le bocche restano cucite: si sta vagliando ogni aspetto del dossier e il tavolo ci sarà quando il Premier, fanno sapere fonti governative, avrà valutato ogni elemento.

GOVERNO TENTA ULTIMA MEDIAZIONE MA PREPARA PIANO B - Scudo penale (la cui reintroduzione è stata sollecitata anche dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia), un pacchetto di ammortizzatori sociali per oltre duemila lavoratori, sconto sugli affitti e anche la possibilità di un ingresso di Cassa depositi e prestiti nell'azionariato. Questi gli strumenti che l'esecutivo è pronto a mettere sul piatto della trattativa per indurre l'azienda franco-indiana a fare dietrofront, restando a Taranto. Sarà l'ultimo tentativo, prima di passare al piano B, e per ora, l'unico possibile è quello che porta ad una nazionalizzazione ponte delle acciaierie, nell'attesa di trovare un nuovo acquirente.

ALLARME INDOTTO - Se oggi, lunedì 18 novembre, ArcelorMittal non salderà le fatture alle ditte dell'indotto-appalto o non ci saranno garanzie in tal senso, le stesse imprese potrebbero ritirare gli operai dai cantieri. E' quanto paventano i sindacati - che stasera intorno alle 19.30 saranno ricevuti dal Presidente Mattarella al Quirinale - dopo aver appreso da alcuni imprenditori della volontà di "mettere in libera i dipendenti" a causa del mancato pagamento delle fatture da parte della multinazionale pronta a lasciare Taranto. Inoltre, autotrasportatori tarantini pronti a bloccare le portinerie d'ingresso ed uscita merci dello stabilimento siderurgico se ArcelorMittal non salderà a breve le fatture di trasporti effettuati da agosto a oggi.

LA DOPPIA INCHIESTA SULL'ADDIO -
Intanto, dopo la magistratura di Milano si è mossa anche quella di Taranto che apre una seconda inchiesta sull'addio di ArcelorMittal all'ex Ilva, per "danno all'economia nazionale".
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