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Mercoledì 1 Aprile 2020, ore 03.26
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Coronavirus affossa il turismo: disdette a raffica e milioni di euro in fumo

L'allarme di Assoturismo: il settore - che vale il 13% circa del PIL italiano - rischia di affondare

Economia ·
(Teleborsa) - Trema il turismo, insieme a molti altri settori. Il panico da Coronavirus, infatti, sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano. I numeri, purtroppo, sono impietosi e scattano una fotografia davvero preoccupante, specie se la situazione dovesse protrarsi ancora nel tempo: in meno di una settimana dall'esplosione dell'allarme, alberghi, b&b e agenzie di viaggio hanno già visto andare in fumo 200 milioni di euro di prenotazioni per il mese di marzo. Bisogna urgentemente lavorare per arrivare ad una normalizzazione: se continua così, il settore - che vale il 13% circa del PIL italiano - rischia di affondare. A stimare l'impatto dell'emergenza sulle imprese del turismo Assoturismo Confesercenti.

La cifra riguarda solo i valori di viaggi e sistemazioni cancellati, e non include la mancata spesa turistica dei viaggiatori, che avrà pesanti ricadute anche su guide e trasporti turistici, oltre che bar, ristoranti e attività commerciali in tutta Italia. Ad essere investite dalle disdette, infatti, non sono solo le attività ricettive delle regioni interessate dai focolai: a Roma si registrano picchi di cancellazioni del 90% delle prenotazioni, dell'80% in Sicilia. Ad incidere lo stop alle gite, alla convegnistica e agli eventi; ma pesano anche le cancellazioni che arrivano dai viaggiatori stranieri. Che incidono soprattutto nelle città d'arte, dove i turisti provenienti dall'estero costituiscono circa la metà dei flussi complessivi.

"Se la situazione di panico generalizzato dovesse protrarsi, migliaia di attività, in particolare quelle di piccole dimensioni, entreranno prima in crisi di liquidità, poi chiuderanno i battenti", commenta Vittorio Messina, Presidente nazionale di Assoturismo. "Nella storia recente, il turismo italiano non ha mai vissuto una crisi come questa: è il momento più buio, neanche l'11 settembre aveva inciso così pesantemente. Il comparto è già in zona rossa, e come tale va trattato".

"Migliaia di imprese aspettano con il fiato sospeso un sostegno per non crollare. Dobbiamo assolutamente trovare soluzioni percorribili. La nostra proposta è di istituire un fondo speciale finanziato anche con risorse europee: dai nostri partner ci aspettiamo solidarietà è indispensabile per ridimensionare l'emergenza".
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