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A. Mittal temporeggia: dieci giorni e futuro ancora da scrivere

I Sindacati restano con preoccupazione alla finestra visto "l'atteggiamento schizofrenico" dell'azienda negli ultimi mesi

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Ancora dieci giorni per sapere come andrà a finire la vicenda, spinosissima, dell'ex-Ilva. Dopo lo scetticismo delle scorse ore, sembra essersi aperto uno spiraglio nel corso del tavolo di confronto che si è svolto oggi in videoconferenza, tra l'esecutivo con il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dell'Economia Roberto Gualtieri e Catalfo, i vertici di ArcelorMittal tra cui l'Ad Lucia Morselli, i Commissari Ilva e i sindacati dei metalmeccanici.

Arcelor Mittal Italia ha confermato gli impegni presi a marzo, quando Governo e azienda avevano trovato un'intesa per chiudere il contenzioso civile, dicendosi pronta a "onorare gli impegni presi". "Vogliamo andare avanti e siamo pronti a presentare il Piano fra una decina di giorni", ha detto l'a.d. di Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli che ha ribadito l'intenzione di "mantenere l'integrità degli impianti di Taranto e la sua importanza a livello europeo". Il Ministro dell'Economia Gualtieri intanto ha fatto sapere che lo Stato è disponibile a "coinvestire e quindi di intervenire direttamente" nella compagine societaria "per avere una Ilva forte, che produca tanto che sia leader mondiale di mercato, che faccia investimenti significativi con intervento dello Stato, diretto e indiretto".

In serata, parlando proprio del tavolo di confronto, la Ministra del Lavoro Catalfo fa sapere che "nelle interlocuzioni che abbiamo avuto abbiamo affrontato sia il piano industriale sia la ripresa delle attività produttive, quindi la salvaguardia occupazionale dei lavoratori di Mittal". "E' ovvio - ha aggiunto intervenendo a Sky Tg24 Economia - che essendo questo un asset strategico del nostro Paese, e coinvolgendo migliaia di lavoratori italiani, è un punto molto importante da seguire. Abbiamo intenzione di non abbandonare e di risolvere in maniera definitiva".

Parlando, invece, della vertenza Jabil, la multinazionale americana che ha annunciato i 190 licenziamenti a partire da oggi, Catalfo ribadisce come annunciato alla fine del primo tavolo di confronto tenutosi sabato 23 maggio: "Sia il decreto Cura Italia che il decreto Rilancio bloccano le procedure di licenziamento fino al 17 agosto. Quindi se dovesse avvenire il licenziamento sarebbe assolutamente nullo e il lavoratore avrebbe diritto alla reintegra", ha chiarito sottolineando che si sta lavorando "anche su un percorso di ricollocazione dei lavoratori presso altre aziende che si sono offerte".

La Ministra ha anche comunicato che da oggi sul sito dell'Inps è possibile richiedere l'indennità per i lavoratori domestici introdotta con il decreto Rilancio e ha fatto chiarezza su una questione che coinvolge circa 500mila lavoratori: "il bonus di 600 euro per i professionisti iscritti alle casse di previdenza privata che l'hanno già percepito a marzo - ha detto - verrà erogato anche per i mesi di aprile e maggio".
Commenti
Hitalo49
offline

Sbagliato pensare di intervenire solo come Stato, significa espropriare, senza compensare, chi paga attraverso le tasse. Comunismo. Perchè non tenere solo la Golden Share o una piccola partecipazione per lo Stato e promuovere un aumento di capitale risparmio da 5 MD meglio se volontario. Ma anche no.

scritto il 26 maggio 2020 alle ore 10.26 · rispondi
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