Martedì 22 Settembre 2020, ore 06.44
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737 Max: accuse a Boeing e FAA

La commissione parlamentare d’inchiesta statunitense ha rilevato errori di progettazione e mancata supervisione in fase di certificazione

Finanza, Trasporti ·
(Teleborsa) - Il lavoro d’inchiesta della commissione parlamentare statunitense sui due incidenti occorsi al Boeing 737 Max, che hanno provocato 346 vittime, suona come una sentenza nei confronti del costruttore aeronautico. Il rapporto chiama in causa anche la FAA, ente certificatore, che in fase di controllo e rilascio della prima autorizzazione, non avrebbe rilevato gli errori di progettazione imputati a Boeing.

Sotto accusa il sistema informatico anti-stallo Mcas che, avendo ricevuto dati stagliati da un unico sensore esterno, ha indotto un assetto errato del velivolo facendolo precipitare. Così è capitato al volo Lion Air 610 in Indonesia, ed al secondo volo precipitato del Boeing 737 Max. In entrambi i casi i tentativi dei piloti di riprendere il corretto assetto di volo si sono rivelati vani, perché il software ha impedito qualsiasi azione. Ma Boeing viene accusata anche di avere omesso informazioni cruciali, sia alla Faa che ai piloti, i quali non erano a conoscenza del sistema anti-stallo Mcas, non inserito nei manuali per gli equipaggi, ritenendo non fosse necessario un periodo di addestramento integrativo per l’abilitazione al 737 Max.

In conclusione, Boeing è accusata di progettazione e sviluppo sbagliati del 737 Max e la Faa di mancata supervisione in fase di certificazione dell’aeromobile. Boeing, dal suo canto, sostiene di avere eseguite tutte le modifiche richieste per ottenere la nuova idoneità al volo.
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