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UBI Banca, business resiliente nonostante poste straordinarie. Commissioni in crescita

Finanza ·
(Teleborsa) - A seguito dell’esito positivo dell’OPAS di Intesa Sanpaolo, si è proceduto nel 3° trimestre dell’anno all'impairment totale del goodwill di UBI Banca (-1.413,9 milioni) e alla contabilizzazione della perdita stimata sulla cessione di oltre 500 sportelli a BPER (-944,9 milioni).



Conseguentemente - spiega una nota della banca - il terzo trimestre dell’anno ha registrato una perdita di 2.314,8 milioni (rispetto a un utile di 90,7 milioni nel 2trim2020) portando i primi nove mesi del 2020 a chiudersi con una perdita di 2.130,6 milioni di euro (rispetto a un utile di 195 milioni nei 9mesi2019).

Al netto delle poste non ricorrenti, la gestione ordinaria di UBI Banca ha fatto registrare: nei 9 mesi 2020 un utile netto di 197,5 milioni, in riduzione rispetto ai 247,4 dell’analogo periodo del 2019 a motivo di maggiori contributi sistemici (20 milioni netti) e degli oneri relativi all’OPAS di ISP e alla pandemia (complessivamente 46 milioni netti). Escludendo tali maggiori costi l’utile di periodo normalizzato risulterebbe superiore a quello del 2019. Nei 3 mesi 2020 un utile netto di 21,5 milioni rispetto ai 76,7 milioni del 2trim2020, con una differenza riconducibile per 48,1 milioni alla contabilizzazione nel trimestre dei contributi al Fondo di Tutela dei Depositi.

Al 30 settembre 2020, i crediti netti verso la clientela si attestano complessivamente a 84,9 miliardi, in aumento dagli 84,7 di giugno 2020 e dagli 84,6 di dicembre 2019.

I crediti deteriorati hanno segnato ancora una volta un’evoluzione positiva: lo stock di crediti deteriorati totali lordi si è attestato a 6.435 milioni in diminuzione del -2% rispetto al 30 giugno 2020 (-5,9% vs dicembre 2019). Il ratio di crediti deteriorati lordi è sceso ulteriormente al 7,31% (7,48% a giugno 2020 e 7,80% a dicembre 2019) e a circa il 6,3% pro-forma se si tiene conto della cessione, attualmente in corso di lavorazione, di circa 923 milioni di esposizioni a piccole e medie imprese classificate in sofferenza.

In termini netti, lo stock di crediti deteriorati è sceso a 3.733,2 milioni con una contrazione del -4,4% rispetto a giugno 2020 e del -10,5% rispetto a dicembre 2019. L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti, passa al 4,39% dal 4,61% di giugno e dal 4,93% del 31.12.2019.

Al 30 settembre 2020, la raccolta diretta bancaria del Gruppo ammonta a 98,8 miliardi, in crescita rispetto ai 98,6 del 30.06.2020 (+0,3%) e ai 95,5 di inizio anno (+3,5%) per effetto della positiva evoluzione della raccolta da clientela ordinaria (80,3 miliardi vs 78,4 di giugno e 76,9 di fine 2019). La raccolta indiretta si attesta a 99,2 miliardi, in crescita dello 0,5% su base congiunturale e in riduzione del 2,3% rispetto a dicembre 2019 a motivo dell’andamento della raccolta amministrata, fortemente influenzata anche dall’effetto performance dei mercati.

L’esposizione di UBI verso la BCE a titolo di TLTRO 3 ammonta a nominali 12 miliardi di euro.

Sempre a fine settembre 2020, il CET 1 Ratio si attesta all’11,71% fully loaded (13,41% a giugno 2020), principalmente penalizzato dall’iscrizione nel terzo trimestre della stima di perdita per la cessione del ramo a BPER (-168 punti base).

A seguito della riduzione del CET1, il Tier 1 ratio risulta al 12,42% fully loaded (era il 14,12% a giugno) e il Total Capital Ratio ammonta al 16,22% fully loaded (era al 17,84% a giugno). Infine, a settembre 2020 il leverage ratio si attesta al 4,9% phased-in e fully loaded.
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