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Lockdown, Anief: se inevitabile farlo subito per riaprire scuole a gennaio

"Impiegare eventuale periodo di chiusura per riprogrammare investimenti in vista della nuova apertura del Paese in sicurezza", dice il Presidente Pacifico

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - In scia alla preoccupante risalita della curva dei contagi nel nostro Paese (oggi, 10 novembre, oltre 35mila casi e ben 580 vittime). avanza a grandi passi lo spettro di un lockdown bis con il Governo che lavora per evitare l'ipotesi che però resta sul campo.



Secondo Anief, l'aumento incessante del numero di contagi unito alle criticità del sistema sanitario nazionale "impone una riflessione anche per quella scuola che tutti noi abbiamo voluto aperta insieme al Ministro dell’Istruzione e al Presidente del Consiglio perché in primo luogo siamo educatori e proprio questo ruolo viene molto offuscato nella didattica a distanza. La nostra scuola, nonostante l’individuazione di protocolli di sicurezza rigorosamente fatti osservare dentro gli edifici, paga la colpa di comportamenti sbagliati fuori dalle aule e dalle classi, tra gli amici, in famiglia e soprattutto nella rete dei trasporti rilevatasi insufficiente. Di nuovo, l'Italia è spaccata: in alcune regioni sono chiuse tutte le attività produttive e le lezioni in presenza, nell'altra metà i servizi di ristorazione con una curva di aumento del contagio che ci fa supporre che presto tutta l'Italia possa diventare "rossa".

Per il Presidente Marcello Pacifico: "non si tratta più di chiedere l'onore delle armi agli ultimi insegnanti e al personale Ata, che combattono isolati contro un virus invisibile anche se tracciabile, ma di preservare ancora gli ultimi ‘avamposti’ della difesa della salute di tutti noi. Parliamo, quindi, degli ospedali con i loro medici e degli infermieri. Certo, oggi si realizzano dieci volte il numero di tamponi rispetto a pochi mesi fa, siamo più preparati, conosciamo meglio il virus ma proprio per questo dobbiamo chiudere, purtroppo, e con dispiacere, anche le scuole. Sempre cercando di utilizzare al meglio gli strumenti della didattica a distanza a partire dal consentire a ognuno, docente o amministrativo, precario o di ruolo, studente al Sud come al Nord, di quegli strumenti informatici necessari per stare insieme a distanza, impiegando questo periodo di chiusura per riprogrammare investimenti per la nuova apertura del Paese in sicurezza".
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