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Generali, Donnet: "Nessun impegno a crescere in Cattolica"

il Ceo ha escluso un intervento del Leone nell'aumento di capitale da 200 milioni di euro che possa portare Trieste a superare la soglia del 25%

Economia ·
(Teleborsa) - L'acquisizione della quota del 24,4% di Cattolica è stata per Generali "un affare molto buono dal punto di vista sia strategico sia finanziario". Tuttavia sul tavolo non vi è alcuna offerta obbligatoria. È quanto ha affermato in conference call con gli analisti sui risultati dei primi 9 mesi 2020 il group Ceo del Leone, Philippe Donnet, sottolineando che le due compagnie hanno in essere diverse partnership e che l'accordo strategico consentirà la creazione di valore "per entrambi i partner".



Concluso l'aumento riservato a Generali, Donnet ha escluso un intervento del Leone nell'aumento di capitale da 200 milioni di euro, che Cattolica offrirà in opzione agli azionisti, tale da portare Trieste a superare la soglia del 25% rilevante ai fini di un'Opa obbligatoria. Quanto a un interesse per l'eventuale inoptato, ha affermato che "non c'è impegno di alcun genere".

In riferimento ad altre possibili acquisizioni, il ceo di Generali – sottolineando la presenza di "significative risorse per M&A" – ha spiegato come con la crisi legata al Covid si siano create "opportunità attrattive che prima non erano possibili"

Sullo stop da parte dell'Ivass alla distribuzione nell'anno in corso della seconda tranche del dividendo relativo al 2019 Donnet si è detto "sorpreso da questa decisione, che dipende soltanto da considerazioni macroeconomiche e non ha nulla a che vedere con la nostra posizione di capitale e di liquidità". Donnet ha osservato che le divergenze interpretative delle raccomandazioni sul settore assicurativo dei regolatori europei da parte dei regolatori dei singoli Paesi "non garantiscono le stesse condizioni di terreno di gioco" ai player e questo "non è accettabile" perché in tal modo "non c'è una competizione fair". Il regolatore, secondo il ceo, dovrebbe garantire le stesse regole per tutti. "Il regolatore – ha proseguito Donnet – non ha consentito di distribuire la seconda tranche del dividendo a valere sui risultati 2019, ma il gruppo Generali è solido e i risultati di oggi lo dimostrano. Siamo orgogliosi della nostra resilienza e della nostra solidità in un contesto molto complicato come quello attuale". Il ceo ha riferito di aver parlato con l'Ivass nei giorni scorsi assicurando che l'Autorità non sarebbe propensa a mantenere la restrizione sui dividendi anche nel 2021.

"Abbiamo una posizione di capitale molto forte e la migliore Solvency del settore. Tuttavia – ha concluso Donnet – sulla cedola dobbiamo rispettare le richieste del regolatore, confermiamo la dividend policy del piano e pagheremo la cedola cash del 2019 non appena potremo".












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