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PA, Dadone: "Il furbetto è tale anche se lo si obbliga a stare alla scrivania"

Il ministro per la pubblica amministrazione ha annunciato che arriverà a breve il decreto ministeriale su lavoro agile con indicatori di performance

Economia ·
(Teleborsa) - È ancora presto per valutare la produttività dello smartworking secondo il ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone. "Ha reso produttivi i dipendenti pubblici in una situazione la cui alternativa sarebbe stata chiudere gli uffici del tutto – ha detto in un'intervista a Il Tempo – Nella fase emergenziale sono emersi casi di eccellenza e situazioni di difficoltà, com'era naturale che fosse. Quando avremo lo smartworking ordinario, ne testeremo i risultati."



L'obiettivo del ministro è quello di normare meglio il lavoro da remoto e lo smartworking. Ieri, durante il question time alla Camera dei deputati, ha infatti dichiarato che arriverà "a breve il decreto ministeriale su lavoro agile", aggiungendo che il provvedimento conterrà degli indicatori di performance per fornire "alle amministrazioni pubbliche prime indicazioni metodologiche per l'organizzazione del lavoro agile a regime".

Secondo Dadone non è comunque il lavoro da casa ad aumentare il numero di furbetti nella pubblica amministrazione. "Il furbetto è tale anche se lo si obbliga a stare alla scrivania o gli si mette una telecamera. Il furbetto va licenziato. Se pensiamo che crescano o diminuiscano in base alle scelte politiche generali e non in base alle scelte organizzative del dirigente, forse non abbiamo chiaro in mente cosa sia un ambiente di lavoro", ha dichiarato nell'intervista.

Il ministro per la pubblica amministrazione ha anche dichiarato che i fondi del recovery plan potranno dare una spinta decisa alla digitalizzazione, permettendo di investire sull'interconnessione delle banche dati e la reingegnerizzazione dei processi amministrativi. Tra pochi mesi ci sarà, inoltre una data chiave: "Il 28 febbraio ci attende uno switch importantissimo: tutti i servizi pubblici digitali dovranno trasferirsi su AppIO, saranno al tempo stesso accessibili via Spid e i pagamenti verso le amministrazioni dovranno passare da PagoPa – ha spiegato Dadone - Avremo moltissimi servizi online, ma anche gli italiani saranno più preparati per poterne usufruire".
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