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Unicredit, Taricani: "E-commerce frontiera di sviluppo per le PMI"

Intervistato da Teleborsa il co-ceo Commercial Banking Italy di Unicredit ha descritto i trend del settore e le iniziative messe in campo dall’Istituto per supportare le piccole e medie imprese

Economia, PMI ·
(Teleborsa) - "Le piccole e medie imprese italiane sono l'asse portante del nostro sistema economico, abbiamo il dovere di aiutarle a sviluppare il loro business e l'e-commerce è sicuramente una frontiera di sviluppo". È quanto afferma Remo Taricani co-ceo Commercial Banking Italy di Unicredit sottolineando come, già prima del Covid, "il commercio elettronico era visto come un modo per aggiungere un canale di vendita, magari anche all'estero, con trend che confermano un 15% di crescita annua".



Come mai, a suo avviso, l'e-commerce costituisce un'occasione da cogliere per le PMI?

"Il Covid ha cambiato la situazione, accelerando un processo già in atto e rendendo il ricorso all'e-commerce cruciale, di fronte a canali di vendita fisici limitati, per sostenere le vendite all'interno del nostro Paese. Seppur sempre più fondamentale, mettere su un canale di vendita e-commerce non è, tuttavia, così semplice per le imprese. Se guardiamo la situazione, attualmente, in Italia sono il 30% delle PMI ha un sito web e solo il 10% riesce a vendere online. Questo perché per vendere online non basta solamente avere un sito ma ci vuole qualcosa di più. Serve, innanzitutto, la capacità di essere strutturati per essere visibili online e per avere tutta l'infrastruttura logistica di supporto a un business che diventa digitale. Ed è proprio da questo punto di vista che Unicredit è partita per dare una consulenza distintiva ai propri clienti".


Recentemente, proprio per rafforzare lo sviluppo dell'e-commerce B2C per le PMI e le Micro imprese italiane, avete siglato una collaborazione con Google. Quali i dettagli dell'accordo?


"È esattamente da quest'angolo che abbiamo preso la consulenza alle nostre PMI, ovvero pensando a come cercare di renderle operative in 6-7 giorni sul canale e-commerce. Per riuscirci abbiamo siglato una partnership con un grande player sul digitale come Var Group che ci assiste e assisterà i nostri clienti nella costruzione, in poco tempo, dell'asset digitale, cioè del portale di e-commerce per vendere la propria merce. Era necessario, poi, un elemento fondamentale che è quello di dare visibilità al negozio, molto spesso l'aspetto che manca per iniziare effettivamente a vendere. Abbiamo, così, scelto il numero uno del settore facendo una partnership con Google per dare ai nostri clienti la possibilità di essere operativi in una settimana includendo un pacchetto di visibilità sul web per il negozio e i prodotti. In questo modo diamo alle aziende la possibilità di aggiungere un canale di vendita che riteniamo, soprattutto in questa fase di emergenza, sia cruciale per la sostenibilità del business dei nostri clienti PMI".

Sul fronte dell'export digitale quali sono le altre iniziative messe in campo da UniCredit?

"Vi è un'iniziativa precedente a quella già illustrata che è Easy Export, una partnership fatta con Alibaba, nata sempre con l'obiettivo di creare ecosistemi con dei partner globali che possano consentire al Sistema Paese Italia di svilupparsi molto anche a livello internazionale. Pensando a come gestire il mondo del B2B sulle imprese, abbiamo, quindi, scelto Alibaba perché è una piattaforma che coniuga domanda e offerta attiva su 190 Paesi. Anche qui l'obiettivo è stato quello di offrire un servizio chiavi in mano ai nostri clienti. L'offerta coniuga, infatti, diversi servizi: un accesso preferenziale e privilegiato a questa piattaforma con grande visibilità; un'assistenza alla manutenzione della vetrina digitale sulla piattaforma compreso un servizio di traduzione nelle diverse lingue, cinese incluso; un'assistenza legale e logistica allo sfruttamento di questa piattaforma grazie al supporto di partner globali; un accordo con SACE per gestire l'assicurazione di questi crediti commerciali. Seguiamo, in questo modo, il cliente in tutto il suo ciclo di vendita. Per dare un numero sono più di 1200 le aziende che abbiamo portato su Alibaba che sono cresciute come fatturato estero più del 20%. Nonostante siamo in tempi di Covid, queste PMI hanno dimostrato una resilienza sul fatturato che ci fa ben sperare per la sostenibilità di queste imprese".
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