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Didattica a distanza, Pacifico: "Bene parlare di diritto scolastico, Anief lo ha sempre fatto"

Il commento del presidente nazionale del sindacato all'indomani dell'incontro Sidels

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - "Ben vengano iniziative del genere che portano in primo piano il discorso sul diritto e la legislazione scolastica. Da sempre, come sindacato, lottiamo affinché i diritti dei lavoratori della scuola e degli studenti destinatari dell'istruzione siano rispettati, anche attraverso azioni legali. In particolar modo ci sta a cuore la problematica dei nostri studenti più fragili, coloro che hanno necessità di essere seguiti da un docente di sostegno: da anni l'iniziativa Sostegno, non un'ora di meno! viene rilanciata, ottenendo grande successo". Questo il commento del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, all'indomani dell'incontro on line "Didattica a distanza, tra discrezionalità del dirigente, diritti dei docenti ed efficacia del dialogo educativo" organizzato dalla Società italiana di diritto e legislazione scolastica (Sidels). L'evento telematico, moderato da Dino Caudullo, presidente Sidels ha visto gli interventi del giornalista Lucio Ficara; degli avvocati Anna Chiara Vimborsati, Fabio Rossi e Walter Miceli dell'Ufficio legale Anief; e dei rappresentanti delle sigle firmatarie del contatto sulla dad: il segretario nazionale della Cisl scuola Attilio Varengo, la segretaria nazionale Graziamaria Pistorino della Flc Cgil e il segretario generale Anief Marco Giordano.



"Portare in primo piano il discorso sul diritto e la legislazione scolastica – ha affermato Pacifico – è importantissimo. Da sempre, come sindacato, lottiamo affinché i diritti dei lavoratori della scuola e degli studenti destinatari dell'istruzione siano rispettati, anche attraverso azioni legali. In particolar modo ci sta a cuore la problematica dei nostri studenti più fragili, coloro che hanno necessità di essere seguiti da un docente di sostegno: da anni l'iniziativa Sostegno, non un'ora di meno! viene rilanciata, ottenendo sempre grande successo. Siamo costretti ad assistere alla stessa scena: i ragazzi che hanno diritto a essere seguiti ottengono l'insegnante di sostegno ad anno scolastico avviato e molto spesso è un docente non specializzato. In tutte le sedi opportune abbiamo chiesto di far specializzare sul sostegno tutti coloro che hanno la voglia e la sensibilità professionale di intraprendere questa strada, aumentando la platea dei partecipanti al Tfa sostegno. I nostri studenti più fragili hanno necessità di essere seguiti di più e in modo adeguato. Questo lo grideremo ogni giorno, fino a quando ci ascolteranno".

"Attualmente – ha sottolineato Miceli – abbiamo 80mila precari sul sostegno e il 75% non è specializzato. Spesso agli studenti disabili viene affidato il docente di sostegno a ottobre, ma anche a novembre o dicembre. La didattica a distanza è stata complicata per tutti, ma ha colpito duramente i disabili: ha aumentato le differenze e le famiglie di questi alunni sono state caricate di un peso enorme. Sono tantissimi gli alunni portatori di disabilità che non hanno preso parte alla dad e molti di quelli che ne hanno preso parte si sono trovati davanti a uno schermo, con casi anche di regressione, che mina la speciale normalità a cui aspirano le famiglie con alunni con disabilità. Bisogna comprendere che non si può creare un sistema che costringe, per il riconoscimento di un diritto, a rivolgersi a un tribunale. Sindacati e partiti devono richiamare il Governo alla concretezza. Si passi ai fatti e si creino le condizioni affinché il sostegno didattico sia ottimale".

"Grazie al contratto firmato sulla didattica a distanza – ha detto Giordano – è stato possibile normare la materia anche dalla parte dei lavoratori, non firmarlo avrebbe significato lasciare la parola solo all'amministrazione, visto che sulla DDI si erano già espressi la Legge 41 del 2020 e il D.M. 89/2020 contenente le linee guida diramate dal ministero dell'Istruzione. Ovviamente le criticità ci sono proprio perché è la dad stessa che presenta delle criticità: per questo motivo è stato istituito un tavolo di monitoraggio che controlla settimanalmente lo stato dell’arte della didattica a distanza. Secondo noi non era possibile fare a meno di questo strumento. Sono sorti dei problemi durante la dad ma è necessario ricordare come la didattica a distanza risponda a una emergenza. Già con il Dpcm del 3 novembre è stata prevista la possibilità di gestire una quota di attività in presenza, elemento importante per l’inclusione, per esempio. Ma il problema del rischio di marginalizzazione degli alunni disabili è serio; infatti, non è possibile fare inclusione chiedendo all’alunno di recarsi a scuola in presenza del solo docente di sostegno, per seguire on line il resto della classe collegato da casa: questo è un cinema didattico privo di senso, umiliante per docenti e studenti".






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