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Coronavirus, Italia in zona rossa. Gennaio all'insegna di prudenza e restrizioni

Tutte le misure previste per l'avvio del nuovo anno

Economia, Salute e benessere ·
(Teleborsa) - Il nuovo anno inizia stretto nelle maglie del lockdown con l'Italia che nella prima settimana del 2021 si tinge di rosso. La fascia più alta delle restrizioni è prevista dal 31 dicembre al 3 gennaio per poi riprendere, dopo la pausa arancione del 4, il 5 e il 6 per l'Epifania.



Nei giorni "rossi", ad eccezione di Capodanno in cui il coprifuoco è stato allungato fino alle 7 del mattino, gli spostamenti per lavoro, necessità o visite a parenti e amici (sempre nel limite di due persone oltre a eventuali figli sotto i 14 anni o persone disabili e massimo una volta al giorno) sono consentiti, previa autocertificazione, dalle 5 alle 22. Dopo tale orario le motivazioni per poter circolare rientrano esclusivamente nell'ambito delle emergenze o di comprovate esigenze di lavoro.

Dal 7 gennaio nessun "liberi tutti". Terminate le feste tornerà in vigore la divisione in zone colorate che vedrà un'Italia a prevalenza gialla. A livello generale rimarranno in vigore le misure previste dal dpcm dello scorso 3 dicembre ma con alcune modifiche. Per le scuole secondarie di secondo grado è prevista l'attività in presenza al 50%, non al 75% come indicato nel decreto, e non sono escluse limitazioni ulteriori in base alla situazione delle diverse Regioni. Resta, inoltre, l'obbligo di indossare le mascherine al chiuso e all'aperto, di igienizzare le mani e di mantenere la distanza fisica di almeno un metro. Nelle regioni gialle, dalle 5 alle 22, non ci sarà obbligo di autocertificazione per gli spostamenti, bar e ristoranti resteranno aperti fino alle 18 e dopo tale orario saranno sempre consentiti asporto e consegne a domicilio.

Sul fronte del lavoro sono state prorogate fino al 31 gennaio le disposizioni contenute nel decreto ministeriale 19 ottobre 2020, in materia di lavoro agile nelle Pa.

Per quanto riguarda lo sport palestre e piscine a gennaio continueranno a restare chiuse così come stadi, musei e teatri. A rischio slittamento anche l'apertura degli impianti sciistici prevista per il 7 gennaio. In una lettera indirizzata ai ministri della Salute e degli Affari Regionali, Roberto Speranza e Francesco Boccia, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha, infatti, chiesto di rimandare l'apertura a lunedì 18 gennaio. Le Regioni chiedono, inoltre, che a riaprire siano solo gli impianti nelle zone gialle e non quelli in zone rosse o arancioni. Una decisione non sarà comunque presa prima di un ulteriore parere del Comitato Tecnico Scientifico che avverrà auspicabilmente nella prima settimana dell'anno in modo da consentire a operatori e imprenditori di riorganizzare l'intera filiera per poter ospitare in sicurezza i primi turisti del 2021.




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