Lunedì 25 Gennaio 2021, ore 20.38
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Veicoli industriali, Unrae: 2020 chiude in perdita

Economia ·
(Teleborsa) - Il mercato dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5t ha fatto registrare in dicembre una perdita delle immatricolazioni, pari a -6,1% rispetto al dicembre del 2019, con 2.045 unità immatricolate contro 2.177. L'intero 2020 denuncia così un calo consolidato del 13,8% rispetto al 2019 (20.370 immatricolazioni contro 23.628).



E' quanto evidenzia il Centro Studi e Statistiche di UNRAE, l’Associazione delle Case estere, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiungendo che nel comparto dei veicoli pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore alle 16t, la perdita del mercato a dicembre fa registrare –5,1% su dicembre 2019 (1.670 unità immatricolate contro 1.759), che porta il risultato del comparto per il 2020 a –12,7% sullo stesso periodo del 2019 (16.567 immatricolazioni contro 18.985).

"La straordinaria capacità di resilienza del settore anche in periodi difficili come quello attuale, mostrando un esito finale dell'anno migliore rispetto alle prospettive formulate nella scorsa primavera - commenta Paolo A. Starace, presidente della sezione Veicoli Industriali di Unrae - con l'assenza di un sistema paese che faciliti un rinnovo e un ampliamento programmabile del parco, e con la mancanza di politiche di sostegno e sviluppo capaci di superare davvero le ragioni per le quali l'autotrasporto merci italiano soffre da decenni di una debolezza crescente nei confronti della concorrenza estera".

"Pur in un periodo di crisi come quello attuale - aggiunge Starace - ed in ragione di un atteso rimbalzo dell'economia, nel corso del 2021 ci attendiamo un mercato in ripresa. Sebbene grazie agli incentivi gli acquisti si stiano sempre più orientando verso motorizzazioni alternative, la loro offerta sul mercato rimane ancora limitata, indirizzando la scelta nei confronti di motorizzazioni tradizionali, anch'esse in linea con gli elevatissimi standard di sicurezza e sostenibilità ambientale".

"In un prossimo futuro - conclude Starace - il trasporto su gomma dovrà con ogni probabilità modificare i propri ambiti di impiego, e cambieranno in conseguenza le configurazioni e le tipologie dei veicoli. Nell'interesse dell'economia nazionale, nessuna impresa italiana può permettersi di arrivare tardi a gestire il cambiamento, specie se opera in settori strategici come quello del trasporto. Pertanto, il paese non potrà prescindere dal creare le condizioni di base affinché' gli autotrasportatori italiani possano confrontarsi nell'arena competitiva internazionale ad armi pari. Burocrazia efficiente, normativa snella, progettualità e interesse politico non episodico o strumentale sono le priorità su cui auspichiamo il legislatore ponga la propria attenzione".
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