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Crisi, Conte alla prova del Senato: numeri sul filo, gli scenari

Ieri, come da previsioni e senza sorprese, il Premier Conte ha incassato la fiducia Camera

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Dopo aver incassato, nella serata di ieri lunedì 18 gennaio, la fiducia alla Camera con 321 sì che garantiscono la maggioranza assoluta, oggi giornata decisiva per il Governo con il Premier Conte che, di buon mattina, alle 9.30 si presenterà nell'aula del Senato. Resa dei conti finale, dunque, della due-giorni di crisi, aperta formalmente dal leader di IV Matteo Renzi nei giorni scorsi con le dimissioni delle Ministre Bellanova e Bonetti.



NUMERI SUL FILO - Ieri, nel corso del lungo intervento davanti ai deputati, durato oltre un'ora, è arrivato l'appello del Presidente del Consiglio alle forze parlamentari con visione europeista che "hanno a cuore le sorti dell'Italia: aiutateci a ripartire, aiutateci a sanare la ferita provocata dalla crisi", ha detto apertamente.

MAGIC NUMBER 161 - Si cerca, dunque, quello che da giorni è stato ribattezzato il gruppo di costruttori in grado di garantire una maggioranza assoluta a Palazzo Madama, dove di fatto si giocherà la vera partita. Grazie all'astensione di Iv, però, potrebbe anche bastare una maggioranza relativa, sufficiente per tenere in piedi il Governo ma non a risolvere i problemi. I numeri sono risicati (al momento si aggirano in una "forchetta tra 151 e 154 anzichè i 161 necessari) e un risultato al di sotto delle aspettative, metterebbe Conte seriamente nei guai.

Italia Viva, intanto, sembra essere orientata a confermare l'astensione anche se - stando alle indiscrezioni - qualcuno sarebbe tentato dal No alle comunicazioni. Opposizioni, compatte, hanno chiesto al Premier di fare un passo indietro. Particolarmente duro l'intervento di Giorgia Meloni (FI): "Da Conte un delirio di onnipotenza", ha detto.

"Se c'è da creare un governo migliore e non abbiamo nessuna pregiudiziale sui nomi, figuriamoci se mettiamo un veto su di lei che ha governato con la Lega poco prima di questo governo. Ma chiediamo di muoversi, di darci risposte, una visione e una strategia. Se questo c'è, noi ci siamo". Queste le parole pronunciate ieri da Ivan Scalfarotto, deputato di Italia viva e sottosegretario agli Esteri che si è dimesso, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Conte. E ha ribadito: "Se ci sarà la possibilità di dare un governo vero a questo Paese, Iv non mancherà", sottolineando che il Conte bis è stato "un governo dei tempi ordinari, è il suo limite".

I margini per una ricucitura sembrano decisamente stretti. Ieri, il Premier Conte - che non ha mai citato apertamente Matteo Renzi - ha ribadito che innescare la crisi durante la pandemia è stato un atto di "grave irresponsabilità.". C'era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? "No", ha detto il Presidente del Consiglio.
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