Giovedì 4 Marzo 2021, ore 16.36
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Covid-19, sistema moda italiano tra i settori più colpiti

Il rapporto della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo evidenzia un -22% nei primi undici mesi del 2020 per il fatturato del settore tessile, abbigliamento e filiera della pelle

Economia ·
(Teleborsa) - Il sistema moda si colloca tra le specializzazioni maggiormente colpite dalle politiche di contenimento della pandemia messe in atto dai governi, sia per la chiusura delle attivita` produttive in primavera, sia per i provvedimenti restrittivi che stanno tuttora interessando i canali distributivi. Complessivamente, nei primi undici mesi del 2020 il fatturato del settore tessile, abbigliamento e filiera della pelle ha segnato un -22% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (con oscillazioni dal -17% dell'industria tessile al -26% della filiera della pelle e dell'oreficeria). Anche sui mercati esteri si sono registrate contrazioni diffuse a tutti i settori e verso tutti i principali mercati di destinazione segnando un -22% delle esportazioni del nei primi dieci mesi del 2020). Tuttavia, il sistema moda italiano è riuscito a realizzare un ampio avanzo commerciale, pari a circa 15 miliardi di euro nei primi dieci mesi dell'anno (16,4 miliardi di euro con l'occhialeria). Questo lo scenario tracciato dal rapporto della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo sul sistema moda italiano nel post Covid.



Sul settore – evidenzia la nota – pesano il maggior orientamento delle famiglie verso acquisti essenziali in un contesto di riduzione dei redditi, il crollo del turismo che condiziona gli acquisti dei turisti in Italia e all'estero, nonche´ la diffusione dello smart working che penalizza il segmento formale di abbigliamento e calzature. In un contesto estremamente complesso per le imprese del settore, alcuni distretti sono riusciti a crescere nei mesi estivi, grazie a balzi delle esportazioni in Cina (Tessile e abbigliamento e Pelletteria e calzature di Arezzo), estesi a Stati Uniti e Russia nel caso della Maglieria e abbigliamento di Perugia. Non a caso, tra i principali mercati, solo in Cina i distretti della moda hanno chiuso il trimestre in aumento, con un balzo tendenziale dei valori esportati pari al 32,3%.

I livelli del terzo trimestre 2020 dei distretti sono rimasti molto lontani da quelli dell’anno precedente, mostrando un arretramento di -13,9% per i beni di consumo (abbigliamento, calzature, pelletteria, maglieria) e di -21,4% per i beni intermedi (tessile, concia). Pesano le scelte delle famiglie di limitarsi agli acquisti essenziali, il crollo del turismo, nonché la diffusione dello smart working che penalizza il segmento formale di abbigliamento e calzature.

Le sfide che attendono le imprese del settore per la ripresa, per Intesa Sanpaolo, sono rappresentate dalla capacità di offrire ai consumatori esperienze multicanali con interrelazioni continue tra negozi e online e dall'attenzione verso i temi della sostenibilità, della trasparenza e dell'impatto ambientale, tutelando il "saper fare" del capitale umano che ha reso competitivo e unico il sistema moda italiano.












(Foto: Annalisa Califano CC)
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