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Banche, finanziamenti a mercato dei combustibili fossili in calo del 9% nel 2020

Energia, Finanza ·
(Teleborsa) - I finanziamenti da parte delle 60 maggiori banche a livello mondiale nei confronti delle azione attive nel settore dei combustibili fossili sono scesi del 9% lo scorso anno, parallelamente al calo globale della domanda e della produzione di carburante ed energia dovuto alla pandemia. Lo evidenzia un report di Rainforest Action Network, Reclaim Finance, Oil Change International e altre ONG.

Nonostante il calo, nel 2020 i livelli sono rimasti superiori a quelli del 2016, l'anno successivo all'adozione dell'Accordo di Parigi. "La tendenza del finanziamento complessivo dei combustibili fossili degli ultimi cinque anni sta ancora andando nella direzione sbagliata - evidenza lo studio - rafforzando la necessità per le banche di stabilire politiche che mantengano i cali di finanziamento dei combustibili fossili visti nel 2020, per evitare che tornino al solito livello nel 2021".



Le 60 maggiori banche - con JPMorgan Chase al primo posto - hanno prestato più di 750 miliardi di dollari a 2.300 aziende attive nel campo dei combustibili fossili nel 2020, in calo rispetto ai 824 miliardi del 2019. La diminuzione dell'anno segnato dalla pandemia ha comunque seguito aumenti annuali compresi tra il 4,4% e il 5,5% dal 2016.

Il report ha valutato anche gli impegni delle banche per limitare i finanziamenti futuri al mercato dei combustibili fossili, e viene evidenziato che "UniCredit ha la politica più solida in assoluto, anche se ha guadagnato solo circa la metà del punti disponibili", un segno che "il settore bancario resta lontano dall'impegnarsi verso un'uscita completa dal finanziamento dei combustibili fossili".
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