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Decreto Sostegni, Ferretti: provvedimento positivo ma la partita si vince con le vaccinazioni

Economia ·
(Teleborsa) - È un giudizio tutto sommato positivo quello espresso dall'economista e docente della Innovation Academy Trentino, Andrea Ferretti, nella sua analisi sul Decreto Sostegni varato dal Governo Draghi. Ferretti in particolare traccia una linea tra gli aspetti positivi e quelli meno convincenti della misura che conta di indennizzare il sistema economico italiano per le perdite subite durante la pandemia.


Tra i punti di forza individuati c'è quello dei tempi. "Verosimilmente già dall'8 aprile i pagamenti previsti nel decreto arriveranno sui conti correnti di imprese e professionisti – ha sottolineato Ferretti – Questo in una situazione di estrema emergenza come è quella attuale mi appare un fatto fondamentale per non far collassare il nostro sistema". Altro fattore positivo del primo provvedimento economico del presidente del Consiglio Mario Draghi, è quello dell'eliminazioni dei Codici Ateco per l'individuazione dei beneficiare delle misure di sostegno. "Mi sembra positivo perché essendo i codici Ateco particolarmente puntuali era accaduto in passato che alcuni comparti produttivi, ancorché danneggiati dalla pandemia, siano rimasti esclusi per un 'numeretto' dai benefici", ha spiegato l'economista, giudicando in maniera favorevole anche la ripartizione dei 32 miliardi di euro tra imprese, professionisti, campagna vaccinale ed enti pubblici.




Tra i punti di debolezza Ferretti mette l'importo effettivo che riceveranno le singole attività economiche. Se l'eliminazione dei Codici Ateco ha ampliato notevolmente la platea, questo ha anche ridotto la misura degli indennizzi. "Riusciranno a compensare più o meno solo il 5% delle perdite subite e questo sicuramente è del tutto insufficiente – ha messo in evidenza – Tanto è vero che si prevede già un nuovo decreto Imprese tra aprile e maggio che dovrebbe stanziare ulteriori 20/30 miliardi puntati direttamente a sostegno del comparto produttivo".

Per Ferretti però resta comunque impensabile che un paese fortemente indebitato come l'Italia possa far fronte con sussidi e nuovo debito alle perdite da pandemia, stimate intorno ai 420 miliardi di euro. "Questa partita non si vince solo dando sussidi a chi non lavora ma consentendo a tutti di riprendere a lavorare grazie a una rapida vaccinazione di massa", ha concluso l'economista.
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