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Sabato 24 Luglio 2021, ore 16.31
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Banche, più consulenza riduce piaga liquidità "parcheggiata" sui conti correnti

Finanza ·
(Teleborsa) - Più consulenza, meno liquidità infruttuosa: la capacità di offrire ai clienti una consulenza e convincerli ad impiegare i propri risparmi in prodotti del risparmio gestito ha consentito alle banche "Reti" di arginare il boom della liquidità, che è figlia dei tassi zero-negativi ed ha costretto le banche "tradizionali" a rivedere i canoni della propria offerta bancaria ed aumentare i costi. E' quanto emerge da una ricerca di Excellence Consulting, che esamina la relazione tra incremento della liquidità e modelli di business delle banche.



Dall'analisi emerge che negli ultimi dieci anni, dal 2010 al 2020, la quota di liquidità sui conti correnti è cresciuta in media di circa il 3% raggiungendo la cifra di 1.750 miliardi, mentre la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane nello stesso periodo è aumentata solo dell'1,84% a 4.421 miliardi.

L'eccesso di liquidità rispetto al totale della ricchezza ha così costretto gli istituti di credito "tradizionali" ad applicare costi aggiuntivi sul denaro "parcheggiato" sui conti correnti: Fineco ha annunciato di voler chiudere i depositi sopra i 100mila euro e altri intermediari quali Banco BPM, BNL, BPER, MPS, Unicredit preparano iniziative simili o comunque hanno aumentato il costo dei conti correnti. Al contrario le cosiddette banche "Reti" come Fideuram (Intesa Sanpaolo), Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Allianz Bank sono riuscire ad arginare questa piaga grazie alla consulenza, che ha convinto i loro clienti ad impiegare il denaro su prodotti del risparmio gestito.

Il risultato è che, nel 2020, la quota di liquidità sulla ricchezza gestita è stata del 16% per le banche "Reti" e del 38% per il sistema bancario tradizionale.

Anche all’interno delle Reti, però la situazione non è omogenea. Guardando al 2020, a ottenere le performance migliori in termini di quota di liquidità rispetto al totale del patrimonio dei clienti sono state: Azimut (4%), Deutsche Bank (8%), Allianz Bank (9%), Banca Generali (13%), Banca Euromobiliare (13%) e Fideuram (15%). Hanno un peso della liquidità più significativo: CheBanca (35%), Wibida (28%), Fineco (27%), Mediolanum (24%).

“La nostra ricerca dimostra che la liquidità non messa a reddito che giace sui conti correnti degli italiani, oltre che alla paura e all’incertezza nel futuro conseguenti all’emergenza del Covid, è legata anche alla maggiore o minore capacità di fare consulenza da parte della Banca", afferma Maurizio Primanni, CEO di Excellence Consulting, aggiungendo "interessante anche il fatto che all’interno dell’aggregato delle banche reti la situazione sia disomogenea, con quelle advisor-centriche (Fideuram, Banca Generali, Allianz Bank e Azimut) che risentono del problema dell’eccesso di liquidità in forma molto minore rispetto alle più digitali (Fineco, Widiba e Che Banca)".



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