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Blocco licenziamenti, oggi a Palazzo Chigi la cabina di regia

Domani i sindacati incontreranno il gruppo parlamentare di Forza Italia. Cgil, Cisl e Uil fermi sulla richiesta di proroga al 31 ottobre.

Economia ·
(Teleborsa) - È stata convocata per oggi pomeriggio alle 17.30 a Palazzo Chigi la cabina di regia per fare il punto sul decreto sul blocco dei licenziamenti. Domani alle 12 i leader di Cgil, Cisl e Uil incontreranno invece una delegazione del gruppo parlamentare di Forza Italia, guidata da Antonio Tajani. Resta alta infatti la tensione sul tema dopo le manifestazioni di sabato. "Sui licenziamenti il Governo sta scherzando con il fuoco. Il conflitto sociale rischia di esplodere ben prima dell'autunno. Con la fine del blocco, fissata per il 30 giugno nell'industria manifatturiera e nell'edilizia, decine di migliaia di lavoratori potrebbero restare senza occupazione", il messaggio lanciato dalle organizzazioni dei lavoratori in piazza a Torino, Firenze e Bari. I sindacati hanno chiesto al premier Mario Draghi una convocazione urgente a Palazzo Chigi per trovare un accordo affinché il divieto di licenziare venga prorogato almeno fino al 31 ottobre, tempo da impiegare per riformare gli ammortizzatori sociali.

Dalle tre piazze le confederazioni hanno lanciato un messaggio chiaro al Governo e alle imprese, a partire da Confindustria: riaprire il tavolo per sottoscrivere un nuovo patto sociale e impedire che si possa licenziare a partire dal primo luglio oppure molto presto ci saranno ulteriori e ancora più forti iniziative di mobilitazione. Tra le proposte di Cgil, Cisl e Uil anche la definizione di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali universale che colleghi sostegno al reddito e percorsi di politiche attive del lavoro, una governance partecipata a tutti i livelli per i progetti del Recovery Plan attraverso un confronto preventivo con le parti sociali, flessibilità in uscita a 62 anni o con 41 di contributi, misure per favorire l'occupazione di giovani e donne, una riforma del fisco per ridurre le tasse a lavoratori e pensionati e contrastare l'evasione, il proseguimento nella stagione dei rinnovi contrattuali e il rinforzo dei controlli per la tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.




"Non saremo disponibili né oggi né mai ad accettare un peggioramento – ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenuto alla manifestazione di Torino – lo sappia il Governo, lo sappiano le forze politiche, lo sappiano le imprese. Siamo all'inizio di questa mobilitazione. Vogliamo portare a casa risultati, ma se non ci ascoltano non ci fermiamo qui e uniti andremo avanti fino a quando non avremo ottenuto i nostri risultati". Abbiamo pensato che non e' solo l'ora di riprenderci la piazza, ma e' l'ora di dire con forza che questo Paese cambia solo se cambia insieme con il lavoro e per sostenere il lavoro". "Bisogna avviare una nuova stagione di dialogo, confronto e concertazione – ha dichiarato il leader della Cisl, Luigi Sbarra, da Firenze – il sindacato c'è e ci sarà. Ma se questa via maestra non avviene, proseguiremo la nostra iniziativa di lotta e mobilitazione. Il Governo ritorni sui propri passi. Bisogna estendere il blocco almeno fino al 31 ottobre. Dobbiamo conquistare tempo per riformare gli ammortizzatori sociali per renderli universalistici". A Bari, il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha aggiunto "tre grandi piazze chiedono lavoro e dignità, sono le stesse di lavoratori che hanno garantito durante il lockdown che il Paese camminasse. Li avvisiamo: state giocando con il fuoco. Se ci volete convincere che prolungare di qualche mese il blocco è sbagliato, non ci riuscirete. Spiegatelo. L'unica strada è il blocco per tutti e se non cambiate idea i lavoratori se lo ricorderanno".
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