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Lavoro, blocco licenziamenti selettivo per tessile allargato

Prevista cig gratuita per il settore. Oggi Draghi incontra le parti sociali

Economia ·
(Teleborsa) - Sblocco dei licenziamenti per l'industria manifatturiera ed edilizia con l'eccezione per il tessile e i settori ad esso collegati (calzaturiero, moda), ritenuti più in difficoltà. Questa la soluzione la soluzione di compromesso raggiunta ieri nella cabina di regia a Palazzo Chigi presieduta dal presidente del Consiglio Mario Draghi, alla quale hanno partecipato i ministri Renato Brunetta (FI), Andrea Orlando (Pd), Giancarlo Giorgetti (Lega), Roberto Speranza (Leu), Elena Bonetti (Iv), Daniele Franco, Stefano Patuanelli (M5s).

Due le linee di intervento previste. La prima prevede il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre per i comparti genericamente legati alla moda, come tessile, calzature, pelletteria con la possibilità di usufruire della cig Covid. Il secondo fronte prevede altre 13 settimane di cassa integrazione straordinaria, ugualmente senza oneri, a tutte le aziende "appartenenti ai tavoli di crisi industriali attualmente aperti e non, che abbiano esaurito gli ammortizzatori". Previsti, inoltre, 6 mesi di cig per cessazione per comparto aereo.

Oggi alle 15, a quanto si apprende da fonti sindacali, Draghi incontrerà a Palazzo Chigi i sindacati per discutere sul blocco licenziamenti, alla luce delle decisioni prese nella cabina di regia. Nelle scorse settimane più volte i sindacati aveva chiesto al governo la proroga tout-court del blocco. Ipotesi che, con un'estensione limitata a due mesi, sarebbe stata sostenuta ieri da Orlando, Patuanelli, Speranza e Brunetta ma respinta da Giorgetti e Bonetti (Iv). Alla fine è dunque passata la proposta portata la tavolo dal ministro Orlando che recepiva le indicazioni di Draghi.

Data la scadenza al 30 giugno del blocco dei licenziamenti, il Consiglio dei ministri si riunirà tra oggi e domani per varare un decreto che contenga le decisioni prese.




"Abbiamo deciso di porre fine blocco dei licenziamenti, pur con una serie di eccezioni legate ai settori più in crisi. Denota la nostra volontà di tornare al mercato e alla fisiologia, ma difendendo i settori più in crisi" ha commentato Brunetta al termine della cabina di regia.

"Quando il Governo Draghi annunciò che non avrebbe prorogato il blocco dei licenziamenti abbiamo lavorato su quella che ci pareva l'unica opzione ragionevole: la selettività dei sostegni ai lavoratori seguendo il livello di crisi dei settori. E quello di oggi sembra buon compromesso" ha scritto su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.

"La discussione è andata nella direzione giusta: aumentare gli strumenti di protezione e rendere meno traumatico il superamento del blocco dei licenziamenti, offrendo strumenti alle imprese e ai lavoratori per gestire le crisi. È importante anche che le misure saranno sottoposte al confronto con le parti sociali" è stato il commento di Orlando.

"La decisione del governo di incontrare le parti sociali prima di varare il decreto sulla proroga selettiva del blocco dei licenziamenti è un passo positivo. Ma i sindacati devono anche essere ascoltati e deve essere trovata una soluzione in grado di impedire davvero un'ondata di licenziamenti e una conseguente crisi sociale – afferma in una nota la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris –. La proroga selettiva limitata a poche categorie non basta e non sarebbe sufficiente a fronteggiare la situazione che rischia di determinarsi. Il governo deve cercare e trovare con i rappresentanti dei lavoratori una strada in grado di evitare la crisi sino a quando non saranno state messe a punto, con la riforma degli ammortizzatori sociali, formule alternative a quella del licenziamento".

"Abbiamo bisogno di capire il senso della convocazione di oggi e del provvedimento. Si parla di blocco che prosegue solo per il settore del tessile e per le aziende che sarebbero in crisi. Questa soluzione non risponde pienamente a quella che era la nostra richiesta e cioè di estendere il blocco per tutti fino a ottobre per evitare i licenziamenti da luglio. Oggi lo riproporremo e capiremo se siamo difronte a una decisione già presa da parte del Governo o se l'incontro permette un confronto e una discussione" – ha sottolineato il leader della Cgil Maurizio Landini –. Se Draghi si limiterà a comunicarci quello che leggiamo sui giornali, valuteremo con Cisl e Uil come muoverci. Credo che sia interesse anche del Governo gestire una fase in cui non siamo ancora fuori dalla pandemia e dove la ripresa non per tutti ha determinato la soluzione dei problemi".



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