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PIL Italia, Franco: "Crescita pari o superiore al 5% appare oggi raggiungibile"

Oltre alla ripresa post-Covid, per il ministro dell'Economia "la sfida principale per la politica economica è uscire dalla lunga stagnazione che ha preceduto la crisi da pandemia"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Il DEF "aveva stimato una crescita 2021 del 4,5%, in quel momento si trattava di una delle previsioni più ottimistiche", ma ora dopo i dati positivi sul primo e sul secondo trimestre "il recupero del PIL pari o superiore al 5% appare oggi raggiungibile, così come il ritorno al livello del PIL precrisi entro il terzo trimestre del 2022". Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Daniele Franco, nel suo intervento all'assemblea dell'ABI (Associazione bancaria italiana). "Prima della crisi pandemica la crescita potenziale era stimata allo 0,6% l'anno. Con il completamento degli investimenti e riforme previsti dal PNRR potrebbe salire all'1,4%", ha aggiunto.

Il Piano nazionale di ripresa resilienza "è una occasione molto importante" per sostenere la ripresa e la transizione post pandemica, "ma non deve essere considerato panacea per tutti i ritardi della nostra economia, piuttosto una componente di una strategia più ampia volta a rendere il paese più dinamico e inclusivo". "Serve uno sforzo corale, servono amministrazioni pubbliche che facciano servizi di qualità, banche che sostengano questa evoluzione e bisogna individuare imprese e settori promettenti - ha detto Franco - per esser competitivi sui mercati internazionali".



Oltre alla ripresa post crollo da Covid, per il ministro dell'Economia "la sfida principale per la politica economica è uscire dalla lunga stagnazione che ha preceduto la crisi da pandemia", e per questo in Italia "la politica economia resterà espansiva per riportare il PIL non solo al livello del 2019", ma anche oltre i valori precrisi pandemica. Franco ha ricordato che questo orientamento "è stato confermato anche dalla commissione europea, che ha esteso la sospensione dell'applicazione del patto di stabilità e di crescita anche sul 2022".

Nel corso del suo intervento, Franco ha ricordato i pericoli derivanti da un aumento del debito delle imprese, che usciranno indebolite dalla crisi. "La quota di debito detenuta dalle imprese vulnerabili, sulla base delle previsioni macroeconomiche dello scorso aprile, entro fine 2021 scenderebbe sui livelli registrati prima della pandemia", ha affermato il ministro, ricordando che "le imprese escono dalla pandemia con una struttura finanziaria più fragile" e che, nonostante le misure sostegno tese a evitare situazioni temporanee di illiquidità, l'indebitamento delle imprese "è aumentato significativamente": i debiti finanziari delle imprese rispetto al PIL, scesi dall'81% della precedente crisi al 69% del 2019, "sono aumentati di oltre otto punti al 77% lo scorso anno, anche se ha inciso l'andamento del denominatore". Tuttavia "buona parte dei crediti del 2020 era detenuta da imprese in attività liquide".
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