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Coronavirus in Italia, oltre 7500 nuovi casi. Tasso positività al 3,1%

Ricciardi: "Se non vacciniamo andiamo avanti fino al 2024"

Economia, Salute e benessere ·
(Teleborsa) - Sono 7.548 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia, ancora in aumento rispetto a ieri (6.076), a fronte di poco più di 244mila tamponi effettuati, tra molecolari e antigenici con il tasso di positività che sale al 3,1% (+ 0,8% su ieri). 59 le vittime nell'ultima giornata, per un totale di 128.914 decessi da inizio emergenza nel nostro Paese.





Questi i dati di oggi, mercoledì 25 agosto, diffusi dal Ministero della Salute. Con oltre 1400 contagi, resta la Sicilia la Regione con il maggior numero di contagi giornalieri.

Intanto, va avanti la campagna vaccinale nel nostro Paese. Stando all’ultimo aggiornamento del Report del Ministero della salute, ad oggi sono 75.897.416 le dosi di vaccino anti Covid somministrate. Le persone che hanno ricevuto la seconda dose o il vaccino monodose che permette di completare il ciclo vaccinale sono in totale 36.686.910, che corrispondono al 68,7% della popolazione over 12.

"Questa pandemia è destinata a durare anni. Se noi vacciniamo molto abbiamo la possibilità di vedere la luce nel 2022. Se invece non vacciniamo abbastanza questa situazione va avanti fino al 2024. E' pensabile vivere così fino a quella data? No. Perché oltre che a conseguenze sulla salute ci saranno anche conseguenze sull'economia". Così all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma.

In questa fase, "non è stato ancora stabilito quando potrebbe essere necessaria una dose di richiamo" dei vaccini anti-Covid, né "in quali popolazioni ci si dovrebbe concentrare", nel caso se ne "confermasse la necessità". Questa la posizione, al momento, dell'Agenzia europea del farmaco, raccolta dall'agenzia di stampa spagnola Efe. Una fonte dell'agenzia ha sottolineato infatti che "i dati emergenti (dalle campagne di vaccinazione in corso all'interno e all'esterno dell'Unione Europea) sono ancora in fase di revisione per formulare raccomandazioni che possano aiutare" i paesi europei a prendere una decisione sulla "necessità" della dose di richiamo di questi vaccini e “quali categorie di persone riguarderà".


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