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Giovedì 21 Ottobre 2021, ore 12.49
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PIL, Franco: "Ripresa intensa. Crescita può arrivare al 6%"

A Cernobbio il ministro dell'Economia traccia con ottimismo il quadro della ripartenza post-pandemia

Economia ·
(Teleborsa) - "È in atto una ripresa intensa del PIL, il terzo trimestre sta andando bene. L'Ufficio Parlamentare di Bilancio prevede per il 2021 un +5,8%, ma non possiamo escludere che a fine anno sia superiore. È importante che la crescita sia rapida, ma la sfida decisiva è crescere in modo strutturalmente più elevato che in passato". È quanto ha affermato il ministro dell'Economia, Daniele Franco parlando alla platea del Forum Ambrosetti di Cernobbio.




"I segnali che abbiamo quest'anno – ha sottolineato il ministro – sono incoraggianti, chiuderemo con un deficit e un debito un po' migliori di quanto indicato nel Def". Mentre in Europa comincia ad entrare nel vivo la discussione sulle modalità di rientro dei Paesi membri verso i parametri del patto di stabilità, Franco ha assicurato che "dall'anno prossimo il debito scenderà ulteriormente e verso la fine del decennio convergerà verso i livelli pre-pandemici". Ad aprile il rapporto debito/PIL era stimato al 159,8% quest'anno, per poi diminuire al 156,3% l'anno prossimo, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024.

"L'obiettivo – ha detto Franco nel suo intervento – ora è instradare l'economia su un sentiero di crescita che sia strutturalmente più alto". Una sfida definita dal ministro "ambiziosa", per superare la quale "non ci sono bacchette magiche né scorciatoie". La strada per uscirne – ha spiegato il ministro – "è un buon utilizzo del Pnrr e una strategia che sappia contemporaneamente incidere sull'occupazione, sul capitale fisico e umano e sulla produttività".

Nel dettaglio l'agenda del governo per raggiungere gli obiettivi delineati da Franco prevede entro fine settembre il ddl concorrenza e la delega sul fisco, la presentazione della NaDef e, subito dopo, il Documento programmatico di bilancio a Bruxelles. Entro il 20 ottobre toccherà poi alla legge di bilancio che assorbirà la riforma degli ammortizzatori, il prolungamento del superbonus, una possibile prima revisione del reddito di cittadinanza, e probabilmente anche un anticipo di taglio del cuneo da far scattare già nel 2022.

"Gli interventi sul cuneo e sull'Irpef credo che saranno centrali nella riforma fiscale", ha spiegato il ministro, precisando che il carico fiscale deve essere "quanto più possibile favorevole ai fattori della produzione, in particolare al lavoro". "Credo – ha aggiunto Franco – che su ogni norma e su ogni provvedimento dovremmo sempre domandarci quali saranno gli effetti al 2025-2030, nel 2050 serve una visione d'insieme: non basta il Piano, non basta quello che fa il Governo, serve uno sforzo corale del Paese e delle imprese soprattutto".

Tra i nodi ancora da sciogliere figura la bassa capacità di investire. "Gli ultimi dati congiunturali sono buoni, per quest'anno potremo avere un aumento degli investimenti complessivi, pubblici e privati, del 15% e la loro percentuale sul PIL potrebbe salire al 20% ma – rileva Franco – è importante che questo processo continui".







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