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Energia, Bosetti: "Terna abilitatore della transizione ecologica"

L'intervista alla presidente della società in occasione del convegno "La sfida della transizione ecologica"

Economia, Energia, Sostenibilità ·
(Teleborsa) - "L'approccio di Terna alla sfida della transizione ecologica è di esserne l'abilitatore. Significa che per riuscire a cucinare utilizzando l'elettricità e a muoversi utilizzando macchine elettriche è necessario portare elettricità pulita in giro per l'Italia. Per farlo c'è bisogno di Terna che è l'autostrada dell'elettricità. Per far sì che l'elettricità, che per lo più produrremo tramite le rinnovabili in alcune parti d'Italia, raggiunga tutti gli altri punti, è necessario costruire e rafforzare le infrastrutture". È quanto ha affermato la presidente di Terna, Valentina Bosetti intervistata in occasione del convegno "La sfida della transizione ecologica", organizzato oggi dalla società all'Associazione Civita di Roma. Un dibattito che ha visto a confronto i vertici di Terna con il ministro delle Infrastrutture e le Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.



Nel corso del suo intervento ha parlato dei costi della transizione energetica sottolineando che è necessario calcolarli correttamente. In che modo?

"Quando si calcolano i costi bisogna pensare, innanzitutto a come sarebbe il mondo se non facessi determinati investimenti. Bisogna avere in mente un benchmark molto chiaro: l'evoluzione del momento corrente caratterizzata dal problema del cambiamento climatico. Bisogna avere chiaro che se non si fa niente ci troveremo ad affrontare dei costi che si distribuiranno sulle persone con reddito diverso in un modo molto specifico. Non si può, inoltre, calcolare il puro costo dell'investimento ma tutti gli altri effetti di un determinato investimento: se un investimento oltre a decarbonizzare l'economia aumenta il benessere delle persone che abitano nel nostro Paese questo deve essere calcolato e incluso nel calcolo del costo".

L'integrazione – come è emerso nel corso del convegno – è un elemento necessario per la transizione ecologica. A che punto siamo in Italia?

"Nella ricerca che informa questi processi l'Italia è già molto avanti. Credo, tuttavia, che a livello del settore privato e dell'amministrazione ci stiamo ancora arrivando. Inizia a essere sempre più chiara la necessità di un colloquio, ad esempio, tra le grandi imprese che gestiscono le infrastrutture. Se si vuole cambiare completamente l'aspetto di un Paese non ci si può permettere che alcune imprese non parlino con altre".



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