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Ecomondo, Utilitalia e Legambiente: l'impatto sociale delle cooperative ambientali di inserimento lavorativo

Economia ·
(Teleborsa) - Avviare un dialogo tra Governo, multiutilities, cooperative sociali di inserimento lavorativo e parti sociali per pianificare un futuro fondato su presupposti di equità e giustizia ambientale, economica e sociale. Questi le finalità alla base della ricerca scientifica condotta dalla Rete 14 Luglio, in collaborazione con Microcosmos S.r.l e Indica S.r.l., i cui risultati sono stati presentati durante la tavola rotonda dal titolo “Prove d’orchestra – Alla ricerca di nuove armonie”, nello stand Utilitalia, all’interno di Ecomondo, il salone internazionale dell’economia circolare che chiude a Rimini domani, venerdì 29.



Obiettivo: stimare l’impatto sociale generato dalle cooperative sul territorio in cui operano. In termini di produzione le cooperative della Rete producono mediamente 7,4 milioni di euro, circa 9 volte più di un’impresa dello stesso settore ambientale che mediamente ne produce 837 mila. Le cooperative ambientali della Rete impiegano mediamente 223 addetti, 21 volte più di quanto non facciano le imprese ambientali italiane che ne occupano mediamente 10,6. Oltre ciò, l’89,8% è assunto con contratto a tempo indeterminato, il 12,4% è straniero e più del 30% del totale dei lavoratori sono soggetti svantaggiati.

"Si tratta di un lavoro mai realizzato prima in Italia – ha commenta Potito Ammirati, Presidente della Rete 14 luglio – che segna l’anno zero della misurazione dell’impatto del nostro lavoro per le città e suggerisce una linea di azione per migliorare le performance future e stimarne gli effetti". "La collaborazione tra le aziende dei servizi pubblici e le cooperative sociali di inserimento lavorativo – ha dichiarato il vicepresidente vicario di Utilitalia, Filippo Brandolini – prosegue da molti anni in maniera proficua lungo due direttrici: quella della sostenibilità ambientale e quella dell’inclusione sociale. Si tratta di un rapporto destinato a svilupparsi ulteriormente nel prossimo futuro, in particolar modo in alcuni servizi specifici del settore di igiene urbana e rifiuti collegati agli obiettivi nazionali ed europei dell’economia circolare, come quelli del riciclo e del riuso". "La filiera del riutilizzo e del riuso – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – sono fondamentali per la prevenzione dei rifiuti. Si va inoltre sempre più affermando quale comparto ad alta intensità di manodopera e siamo fiduciosi che il regolamento in questione possa favorirne un maggiore sviluppo. A partire da migliori e più durature condizioni d'impiego per gli operatori del settore". All’incontro è intervenuto anche don Luigi Ciotti, Fondatore del Gruppo Abele e Libera.
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