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COP26, studio Fondazione Enel e Harvard Project On Climate Agreements su cooperazione internazionale

Lo studio, scritto dal professor Michael A. Mehling del MIT, esamina le questioni chiave e le opzioni per far progredire la cooperazione internazionale ai sensi dell'articolo 6 dell'accordo di Parigi, oltre ad analizzare i possibili risultati della Conferenza delle Parti aderenti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP-26) in corso a Glasgow

Economia, Energia, Finanza
COP26, studio Fondazione Enel e Harvard Project On Climate Agreements su cooperazione internazionale
(Teleborsa) - Fondazione Enel, insieme a Harvard Project on Climate Agreements e Foundation Environment - Law Society (FURG), terrà oggi l’evento dal titolo “Securing Climate Ambition with Cooperative Approaches: Options under Article 6” a Glasgow, Scozia, nel quadro della 26esima Conferenza delle Parti (COP-26) aderenti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. L'evento è dedicato alla presentazione del nuovo studio “Advancing International Cooperation under the Paris Agreement: Issues and Options for Article 6”, scritto dal professor Michael A. Mehling, vicedirettore del Center for Energy and Environmental Policy Research del Massachusetts Institute of Technology, con il contributo scientifico di Fondazione Enel e recentemente pubblicato dall’Harvard Project on Climate Agreements.

"Al di là dei tecnicismi, attraverso la piena attuazione dell'art. 6 - il pezzo mancante del regolamento dell'accordo di Parigi - possiamo puntare a obiettivi più ambiziosi e mobilitare gli investimenti attraverso la cooperazione e i meccanismi di mercato - ha affermato Nicolò Sartori, Senior Researcher presso Fondazione Enel -. Questo documento chiarisce le questioni in gioco e lo spazio per il compromesso, auspicabilmente aiutando le parti a raggiungere un accordo nei restanti giorni della COP-26 a Glasgow.”
Lo studio analizza le principali questioni e opzioni dell'articolo 6 dell'accordo di Parigi ed esamina i possibili risultati della COP-26 in corso a Glasgow. L'articolo 6 offre opportunità di cooperazione internazionale per i governi nazionali e il settore privato nell'attuazione dei contributi determinati a livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC) per affrontare il cambiamento climatico. In particolare, l'articolo 6 prevede tre principali percorsi, tra cui approcci cooperativi attraverso l'uso degli Internationally Trasferred Mitigation Outcomes (ITMO), un nuovo meccanismo di accreditamento, talvolta denominato “Meccanismo di sviluppo sostenibile”, nonché un quadro per approcci non di mercato.

Secondo lo studio del Professor Mehling, la cooperazione internazionale ai sensi dell'articolo 6 è fondamentale per promuovere azioni di mitigazione più forti e fare progressi verso il prossimo ciclo di NDC al fine di raggiungere gli obiettivi di stabilizzazione della temperatura dell'accordo di Parigi. Tuttavia, secondo Mehling, dovrebbe essere garantita un'integrità sufficiente per evitare di creare un incentivo distorto per i futuri NDC in modo da non indebolire l’attuazione di quanto previsto dall’accordo di Parigi. Inoltre, il documento sottolinea l'importanza di mettere a punto regole e linee guida per l'applicazione dell'articolo 6 in modo da superarne l'"ambiguità costruttiva", che può portare a interpretazioni errate e punti di vista contrastanti.

Il dibattito vedrà coinvolti il professor Michael Mehling insieme a Daniele Agostini, responsabile Energy and Climate Policies di Enel, Kelley Kizzier, vicepresidente di Global Climate, Environmental Defense Fund e Robert Stavins, direttore Harvard Project on Climate Agreements.
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