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Black Friday, è partita la caccia agli sconti

27 milioni di italiani pronti a fare acquisti

Economia ·
(Teleborsa) - Numeri in crescita per il Black Friday che apre ufficialmente nella giornata di oggi, venerdì 26 novembre, la settimana di super sconti nel nostro Paese: sono 27 milioni gli italiani pronti a fare acquisti con una crescita di acquirenti dell'8% rispetto al 2020. Questa la previsione del Codacons.

In cima alla lista degli acquisti, prodotti per se o per la casa e molti giocheranno d'anticipo sui regali di Natale - spiega l'associazione sottolineando che vi è poi una larga fetta di consumatori indecisi, che valuterà gli acquisti in base alle offerte e agli sconti praticati online e nei negozi, e che deciderà all'ultimo.

Come sempre, a scalare la classifica dei prodotti più gettonati durante il Black Friday l'elettronica e l'hi-tech, comparto dove il 60% circa dei consumatori è intenzionato a fare almeno un acquisto, sostiene il Codacons. In crescita anche l'interesse per il settore abbigliamento, calzature e accessori.



Secondo quanto rileva Confesercenti, le pre-promozioni hanno avuto successo nell’indirizzare i consumatori verso l’e-commerce, rendendo meno visibili i negozi: ad acquistare sul web quest’anno sarà il 46% degli interessati al Black Friday, mentre solo il 18% opterà per un negozio della rete di distribuzione fisica. Un 26% di consumatori a caccia di occasioni, invece, si orienterà su entrambe le tipologie di vendita. Ma c’è anche un 10% che ancora non ha deciso dove farà i suoi acquisti. Un rientro in gioco difficile per la rete dei negozi di prossimità, che nel 2020 erano stati di fatto esclusi dalla giornata promozionale a causa delle restrizioni imposte per il contenimento del Covid. Quest’anno saranno comunque oltre 100mila le imprese della distribuzione tradizionale che aderiranno, con uno sconto medio di partenza vicino al 30%.

"Il Black Friday è sicuramente un’opportunità, ma anche una sfida per le piccole imprese del commercio di prossimità", commenta Confesercenti.

“Se da un lato c’è una chiara occasione anche per i negozi della distribuzione tradizionale, dall’altro lo squilibrio tra le forme distributive si fa sentire sempre di piu’, sia sul piano delle risorse da dedicare alle campagne pubblicitarie, sia su quello fiscale. Secondo le nostre stime un miliardo di spesa sulle piattaforme e-commerce multinazionali genera 10 milioni di euro di imposte, quasi cinque volte meno dei 49 milioni generati dalla stessa cifra nella rete fisica".
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