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Manovra verso CdM.: 2 miliardi a bollette e decontribuzione. Sindacati "insoddisfatti"

L'85% dei 7 miliardi destinati al taglio Irpef destinati a redditi sotto 50mila euro

Economia ·
(Teleborsa) - La Manovra resta i primo piano, in vista di un ultimo incontro in extremis del Premier Mario Draghi con i sindacati - Cgil, Cisl e Uil - e del CdM di oggi, venerdì 3 dicembre, per mettere a punto l'emendamento del governo sul decreto fiscale.

Per quanto concerne la ripartizione degli 8 miliardi della riforma fiscale, dei 7 miliardi destinati al taglio Irpef, l'85% sarà destinato a ridurre le imposte per le fasce di reddito sotto i 50mila euro. Il governo ha dato anche disponibilità ad aumentare la no tax area per i pensionati fino a 8.500 euro.

Il confronto tra il governo e i sindacati ieri ha portato allo stanziamento di altri 2 miliardi rivenienti dai risparmi del taglio di Irpef e Irap per il 2022 a favore del contrasto al caro-bollette (mezzo miliardo) e della decontribuzione una tantum per lavoratori dipendenti con fasce di reddito sotto i 47 mila euro (1,5 miliardi).

Una cifra che non ha soddisfatto pienamente i sindacati, che si sono espressi nella direzione dell'insufficienza. Il leader della Cisl Luigi Sbarra ha accolto positivamente le misure illustrate al governo, mentre restano insoddisfatti la Cgil e la Uil. Maurizio Landini della Cgil ha parlato di somme insufficienti ed ha annunciato la prosecuzione della mobilitazione. Bombardieri ha preannunciato una "risposta" del sindacato, dicendosi insoddisfatto delle misure per le fasce al di sotto dei 26mila euro e per l'assenza di misure su giovani e previdenza.






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