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"Borsino" Quirinale, partita entra nel vivo: le strade possibili

Tutte piene di ostacoli e incognite: chi sarà il successore di Mattarella? Scende Berlusconi, sale Draghi

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Entra nel vivo la corsa per il Quirinale ma la strada che porterà il successore di Sergio Mattarella al Colle è ancora piena di ostacoli e incognite. In netto calo, nelle ultime ore, le quotazioni di Berlusconi che avrebbe davvero poche chances di riuscire nell'impresa.





La pensa così Matteo Renzi, che in una recente intervista al 'Corriere della Sera', dice la sua sul Quirinale. "Io parlo con tutti - spiega - vedremo se il centrodestra avanzerà formalmente una candidatura. Nel vertice di venerdì è emerso che il sogno quirinalizio di Berlusconi non ha i numeri". A suo avviso, "Draghi a Palazzo Chigi è una garanzia per il Paese nell'anno di legislatura che ci rimane", mentre al Quirinale "garantisce l'Italia, per sette anni. Sono entrambe buone soluzioni", ma "se andrà al Quirinale dovrà esserci un accordo politico contestuale sul governo". Un governo dei leader se Draghi va al Colle? "Non è probabile ma ha un senso", dice.

Quanto a Berlusconi "non ha alcuna chance di fare il Presidente della Repubblica: è circondato da persone che lo assecondano nei suoi sogni. Non ha i numeri", dice Renzi.

Netta stroncatura arriva - come prevedibile - anche dal Segretario PD Enrico Letta per il quale Silvio Berlusconi è il “capo politico più divisivo che possa esserci”, per questo “sono stupito e deluso”. Durante l’incontro con la Direzione Nazionale i gruppi parlamentari, Letta ha insistito su quello che giudica un errore del centrodestra, l’indicazione dell’ex presidente del Consiglio. “Serve una figura istituzionale, non un capo politico, perché si agevoli l’arrivo alla sua naturale fine dell’attuale legislatura”, ha aggiunto.

Il centrodestra però non sembra intenzionato a fare passi indietro. E questa è decisamente una cattiva notizia per la tenuta dell'eseucutivo. "Dopo decenni di nomi proposti o imposti dalla sinistra, questa volta i numeri (in Parlamento e nel Paese) offrono l’onore e l’onere di avanzare una proposta al centrodestra, quindi non accettiamo veti, esclusioni o arroganze". Così il leader della Lega Matteo Salvini. “Abbiamo ancora una settimana per lavorare insieme, spero che nessuno (a partire dai leader) si sottragga alla responsabilità di rafforzare il governo e – insieme a Draghi – affrontare mesi difficili e impegnativi. Lavoro per unire”, aggiunge.

Non solo. Il leader della Lega chiama fuori sia Mattarella che Draghi. "Se qualcuno a sinistra vuole tirare per la giacchetta il Presidente Mattarella manca di rispetto soprattutto a lui, che più volte ha ribadito l’indisponibilità a un secondo mandato. Allo stesso modo, il premier Draghi è impegnato per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica: ipotizzare per lui un altro ruolo è una mancanza di rispetto al Presidente del Consiglio e al Paese”.

Al netto di bluff e strategie dialettiche, nel "borsino" Quirinale, dunque, scende Berlusconi, sale Draghi che potrebbe essere alla fine il nome sul quale la maggioranza potrebbe convergere. Ma non è escluso che potrebbe spuntarla un outsider.





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