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Caro energia, UGL sollecita un dibattito su transizione energetica e sviluppo sostenibile

Per il segretario Capone l'aumento del costo dell'energia "è una minaccia che rischia di compromettere la ripresa del Paese"

Economia, Energia ·
(Teleborsa) - Puntare sue rinnovabili per conquistare l'indipendenza energetica, abbassare il costo dell'energia e garantire lo sviluppo sostenibile. Sono queste le tematiche al centro di un evento promosso dall'UGL, che si è tenuto questa mattina a Roma, sul tema "Indipendenza energetica e sviluppo sostenibile. Eolico, Fotovoltaico, Idroelettrico, Gas Naturale".

Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, ha ricordato che "l'incremento del costo energetico è una minaccia che rischia di compromettere seriamente la ripresa del Paese con riflessi drammatici sulle famiglie e sulle imprese". Il sindacalista ha fatto cenno anche alla cosiddetta "greenflation", ossia l'incremento dei prezzi causato da politiche energetiche eccessivamente green, ed ha chiesto di aprire un dibattito senza veti ideologici sulle strategie che occorre attuare per garantire l’indipendenza energetica dell'Italia.

Capone ha sollecitato la convocazione di un tavolo di confronto fra Governo e parti sociali per discutere di transizione energetica, affermando che "in questa fase più che mai è centrale il ruolo degli investimenti in ricerca e sviluppo per superare le criticità del sistema industriale nazionale e delle imprese energivore" e per "prevenire possibili stop produttivi che avrebbero riflessi occupazionali allarmanti".

All'evento è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, secondo cui occorre, nel lungo termine, "riconsiderare la scelta del nucleare che inquina di meno, impatta di meno ed è meno pericoloso" e, nel breve, favorire un incremento dell'estrazione di gas. "Domani ci sarà un tavolo al Mise e in settimana auspichiamo un primo decreto per affrontare il tema del caro energia", ha assicurato il segretario leghista, ricordando che nel 2022 l'extra costo della luce per le imprese sarà pari a 30 miliardi di euro ed aggiungendo quello del gas per le famiglie si arriverà a 50 miliardi di euro.

Per Alessandro Cattaneo, deputato FI, la situazione attuale è figlia di "anni di politiche dei no" ed ora c'è bisogno di "un approccio diverso" che faccia perno su uno scostamento di bilancio per investire sull'adeguamento della rete infrastrutturale.

Chiara Braga, deputata PD, si dice disposta a "ragionare su tutte le ipotesi compreso uno scostamento di bilancio", ma considera il gas "una fonte di transizione necessaria" ed il nucleare "una scelta antieconomica e non praticabile per il nostro Paese".


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