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Piano A2A, da life company a campione di sostenibilità: Net Zero anticipato al 2040

Previsto aumento investimenti a 18 miliardi suddivisi fra Transizione energetica (11 miliardi) ed Economia Circolare (7 miliardi)

Finanza ·
(Teleborsa) - Il nuovo Piano strategico di A2A si caratterizza per una crescita di tutti gli obiettivi finanziari (utile e EBITDA), degli investimenti (2 miliardi in più) e del valore economico sostenibile (emissioni, rifiuti), ma sopratrtutto per un forte contributo all’accelerazione della decarbonizzazione del Paese grazie ad un anticipo del target zero emissioni nette al 2040.



"Il primo anno del Piano Industriale 2021-2030 è stato significativamente superiore alle aspettative sia da un punto di vista di risultati industriali che economici, con un impegno quotidiano nel perseguimento degli obiettivi ESG che ci siamo dati", spiega l'Amministratore delegato Renato Mazzoncini, aggiungendo che su questa base si è deciso di "aumentare ulteriormente gli investimenti destinando 18 miliardi alla transizione ecologica".

"L’aggiornamento del Piano - aggiunge il numero uno della life company - prevede di anticipare di 10 anni l’obiettivo comune di emissioni zero, ampliare ulteriormente la nostra presenza in Italia e stabilire nuovi e ancora più ambiziosi target di business. Puntiamo a essere protagonisti del processo di decarbonizzazione del Paese, grazie alla nostra capacità di poter garantire sia energia elettrica rinnovabile sia molecole sostenibili come idrogeno e biometano, in linea con quanto previsto dalle direttive europee”.

Investimenti per 18 miliardi

Economia circolare e transizione energetica si confermano i due pilastri del Piano che racchiudono le azioni concrete del Gruppo, a cui contribuiscono tutte le Business Unit (Energia, Ambiente e Smart Infrastructures

Il Piano prevede 18 miliardi di euro di investimenti in 10 anni (2 miliardi in più rispetto al Piano precedente) così suddivisi: 7 miliardi per l’Economia Circolare e 11 miliardi per la Transizione Energetica. Circa il 90% degli investimenti che saranno realizzati è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni e circa il 70% allineati alla Tassonomia Europea.

Target finanziari rivisti al rialzo

I nuovi target finnziari indicano al 2030 un EBITDA di circa 2,9 miliardi, più che raddoppiato rispetto alla media degli ultimi anni ed unUtile netto in crescita del 9% medio annuo.

Il gruppo punta anche all'adeguata remunerazione dei suoi azionisti e conferma i target di distribuzione dei dividendi agli azionisti:
Almeno 8,2 centesimi di euro per azione sull’utile del 2021, almeno 8,5 centesimi di euro per azione sull’utile del 2022 ed almeno 8,7 centesimi di euro per azione sull’utile del 2023. Per gli anni successivi sono previsti dividendi minimi in crescita del 3% medio annuo.

Net Zero anticipato di dieci anni

A2A ha deciso di anticipare di 10 anni l’obiettivo di emissioni zero. Entro il 2040 il Gruppo raggiungerà la neutralità carbonica sulle emissioni dirette e indirette (c.d. scope1 e scope2) attraverso un mix equilibrato e graduale di interventi: sviluppo delle energie
rinnovabili, soluzioni di carbon capture e phase-down dei business carbon intensive.

Questo percorso virtuoso prevede il miglioramento del fattore emissivo di Gruppo al 2030 rispetto all’obiettivo approvato dalla Science Based Targets initiative (216 gCO2/kWh nell’attuale Piano rispetto a 230 gCO2/kWh certificati SBTi) e di conseguenza la riduzione del 49% delle emissioni specifiche di A2A rispetto al 2017.

Transizione energetica, Economia circolare e oltre

A supporto della transizione energetica, sono stati acquisiti portafogli di impianti di generazione da fonti rinnovabili, consentendo di anticipare di due anni gli obiettivi di incremento nella generazione di energia da fonti rinnovabili previsti nel Piano.

Decarbonizzazione e transizione energetica sono supportate anche dal contributo sinergico del secondo pilastro del Piano, l’economia circolare. In questo ambito, gli investimenti programmati in crescita del 18% a circa 7 miliardi con target di EBITDA a 1,2 miliardi di euro, sono destinati alle attività di chiusura del ciclo dei rifiuti, a quelle per il recupero del calore disperso a beneficio del teleriscaldamento e al ciclo idrico integrato.

Quanto alla Transizione energeticas, A2A aumenta gli investimenti del 15% a 11 miliardi con un target EBITDA di 1,7 miliardi di euro al 2030: la revisione del Piano Strategico include l’anticipazione della crescita del portafoglio di impianti green e un forte incremento nella mobilità elettrica. Si accelera la crescita nella generazione di energia green con l’installazione del 20% della nuova
capacità rinnovabile entro il 2023 (vs 8% precedente Piano).

Quanto agli sviluppi, il Gruppo conferma il suo impegno a favore dell’elettrificazione dei consumi - con una crescita del 150% della base clienti elettrici al 2030.

Nel segmento E-Mobility A2A quadruplica il target di installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici (24.000 al 2030 vs 6.000 nel precedente Piano), con una market share relativa in Italia del 15-20%, attivando investimenti pari a 300 milioni di euro, con l’obiettivo di confermarsi tra i primi 3 Charging Point Operator nazionali

Social & Governance

Gli obiettivi ESG sono sempre più integrati nella strategia di A2A e in questo update di Piano il Gruppo ha individuato sfidanti traguardi nella dimensione sociale e di governance in cui opera. Crescono ulteriormente le assunzioni dirette rispetto al piano precedente: 7.000 nei dieci anni di Piano per un totale di 15.000 dipendenti fine 2030.

L’approccio di A2A alla diversità e all’inclusione si fonda sui principi di integrità e sulla tutela della persona all’interno dell’ambiente di lavoro. A conferma di tale approccio nell’ultimo anno A2A ha adottato la policy sui diritti umani, ha effettuato la dichiarazione di impegno sui temi Diversity, Equity and Inclusion ed infine è stata inclusa nel Bloomberg LP Gender Equality Index. Nel 2021 A2A ha aumentato del +11% (Vs 2020) la percentuale di donne nei CdA di società del Gruppo.

A2A si impegna inoltre a raggiungere il 50% di donne tra i nuovi assunti al 2026 (+5% vs 2021F) e infine a raggiungere il target al 2030 del 21% di ore di lavoro effettuate in remote working.
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