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Domenica 22 Maggio 2022, ore 21.09
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Imprese giovanili, 9 su 10 prevedono recupero dei livelli produttivi pre-Covid nel 2022

Economia ·
(Teleborsa) - Le imprese giovanili sono più ottimiste sul futuro, assumono di più, investono di più sulla formazione e resistono meglio agli shock provocati dalla guerra russo-ucraina. Ma partono in ritardo nell’attivarsi sui progetti previsti dal PNRR a supporto del mondo produttivo rispetto alle altre realtà imprenditoriali.

L’86% delle imprese guidate da under 35 prevede quest’anno di ritornare ai livelli produttivi pre-Covid o addirittura di superarli, contro l’82% di quelle non giovanili. Anche perché ad oggi i giovani capitani di impresa, più flessibili rispetto agli altri loro colleghi, sono meno colpiti dall’aumento delle materie prime (l’82% contro l’86%) e dai problemi di approvvigionamento connessi al loro reperimento (42% contro il 49%). Per questo il 25% stima un aumento delle assunzioni per il 2022 (contro il 21% delle altre imprese). È quanto emerge da un’indagine del Centro Studi Tagliacarne svolta su un campione di 1.600 PMI manifatturiere tra 5 e 249 addetti.

Per competere al meglio il 74% degli imprenditori under 35 punta ad investire nella formazione del capitale umano per sviluppare le competenze tecnico-professionali necessarie alla propria azienda nel triennio 2022-24 (contro il 71% delle altre imprese). Mentre per prepararsi a cavalcare la duplice transizione digitale ed ecologica il 36% degli imprenditori under 35 realizzerà investimenti formativi per rinnovare i propri modelli di business (contro il 31%).

I giovani alla guida di imprese sono più avanti su diversi campi rispetto agli altri loro colleghi, ma registrano un ritardo nel cogliere le opportunità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: solo il 12% delle imprese giovanili si è già attivato rispetto al 19% di quelle non giovanili. Tuttavia, si stanno muovendo per recuperare terreno, nel 2022 il 14% delle imprese giovanili ha, infatti, in programma di attivarsi, contro il 13%.

“Le imprese guidate da under 35 anni sono circa il 9% dell’intero sistema imprenditoriale. Negli ultimi anni, anche per effetto delle trasformazioni che hanno interessato il mercato del lavoro, lo sbocco imprenditoriale è divenuto più selettivo”. Lo sottolinea Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, che aggiunge “la via dell’imprenditoria è sempre di più per i giovani frutto di una scelta consapevole, piuttosto che una sostanziale forma di auto impiego, come è stato tante volte nel passato”. “L'imprenditore giovane – evidenzia Esposito – è più aperto ad attivare le opportunità del mercato e molto più sensibile all'utilizzo delle tecnologie digitali anche nei settori più tradizionali. Certo in questi casi la più ridotta dimensione dell'impresa neocostituita richiede una maggiore attenzione delle policy per fornire un supporto di servizi necessari a farla crescere e diventare più robusta".



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