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Imprese italiane in Croazia, tra opportunità e nuove sfide: focus SACE-PBZ

Presentato oggi al Business Forum tra i due Paesi presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Economia ·
(Teleborsa) - Nel 2021, l'Italia è stata il secondo mercato di destinazione delle esportazioni croate di merci dopo la Slovenia, avendo accolto circa il 12,4% di tutte le esportazioni croate, e il suo secondo fornitore dopo la Germania. Circa 340 imprese italiane detengono partecipazioni in società croate, impiegando oltre 12mila persone. Secondo le elaborazioni dell'ICE, l'Italia è uno dei paesi più coinvolti in Croazia e si classifica al quinto posto dopo Paesi Bassi, Austria, Lussemburgo e Germania per stock di investimenti diretti esteri dal 1993 (con 3,7 miliardi di euro, ovvero il 9,5% degli investimenti diretti esteri nel periodo 1993-2021). La forte affinità è evidenziata anche dal fatto che nel 2021 418.000 turisti italiani hanno visitato la Croazia (4% degli arrivi totali di stranieri), rappresentando quasi 2 milioni di pernottamenti (3,2% dei pernottamenti totali di stranieri).



E' quanto emerge dal Focus “Forti legami, grandi possibilità. Imprese italiane in Croazia: stiamo cogliendo tutte le opportunità?” realizzato dall’Ufficio Studi di SACE in collaborazione con l’Ufficio studi di Privredna banka Zagreb, la banca croata del gruppo Intesa Sanpaolo e presentato oggi al Business Forum tra i due Paesi presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.


Circa il 70% delle esportazioni italiane in Croazia proviene da quattro regioni: Lombardia, Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna, di cui le prime due hanno esportato circa 800 milioni di euro ciascuna nel 2021 e le ultime due circa 400 milioni di euro ciascuna. Aggiungendo a questi i flussi di esportazione alquanto significativi da Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana – oltre 140 milioni di euro per ciascuna – si raggiunge quasi il 90% delle esportazioni italiane verso la Croazia.

Circa l'80% delle esportazioni italiane in Croazia è diretto a sei regioni: città di Zagabria (40% del totale), regione di Primorje-Gorski Kotar (10%), regione Istriana (9%), regione di Zagabria (8%) e le regioni spalatino-dalmata e Varaždin (ciascuna 6%, ossia 220 milioni di euro). Quindi, la regione “allargata” di Zagabria (città di Zagabria + contea di Zagabria) accoglie circa il 50% delle esportazioni italiane in Croazia, ossia 1,6 miliardi di euro nel 2021 (+53% rispetto al 2013). Le esportazioni italiane nelle regioni geograficamente più vicine di Primorje-Gorski Kotar e Istria ammontavano a 670 milioni di euro (+44% rispetto al 2013).



La Croazia - si legge nel focus - è uno dei principali beneficiari dello stanziamento del Recovery and Resilience Facility (Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza), il quale sarà pari a 6,3 miliardi di euro in sovvenzioni (oltre il 12% del Pil) a sostegno degli investimenti e delle riforme che favoriranno una crescita più sostenibile e diversificata allineata con gli obiettivi della transizione verde. Oltre all’RRF, il Next Generation EU (NGEU) prevede anche 14 miliardi di euro del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 per lo sviluppo del Paese. Si segnalano quindi numerose opportunità per rafforzare la cooperazione tra l'economia italiana e quella croata dai piani precedentemente menzionati.


L'approfondimento rilava come anche le relazioni economiche tra Italia e Croazia abbiano tratto beneficio dall’ingresso del Paese nell’Unione europea: le esportazioni italiane di merci sono quasi raddoppiate tra il 2012 e il 2019, raggiungendo i 3,8 miliardi di euro e superando i valori precedenti la crisi finanziaria globale evidenziando una crescita più rapida rispetto a quella delle esportazioni italiane verso il mondo, che sono aumentate del 25% circa nello stesso periodo di tempo. La domanda croata si è incentrata principalmente su prodotti raffinati (23,7%), tessile e abbigliamento, metalli e meccanica strumentale. Il 2020 ha rappresentato una battuta d’arresto per gli scambi internazionali e anche per le merci italiane esportate a Zagabria (-24,6%, soprattutto a causa del crollo dei prodotti raffinati), ma i legami sono stretti e il 2021 (+24,4%) ha spianato la strada per una piena ripresa nel 2022 (nei primi due mesi dell’anno l’export verso il Paese registra un +30,8% rispetto allo stesso periodo del 2021).

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