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Martedì 16 Agosto 2022, ore 12.59
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Scuola in sciopero contro la riforma dettata dal Decreto PNRR

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - Cresce la protesta degli insegnanti a poco più di una settimana dalla fine dell'anno scolastico e con il Ponte del 2 giugno alle porte. Oggi, 30 maggio 2022 il personae della scuola scende in piazza per lo sciopero nazionale proclamato da varie sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief.

Appuntamento a Roma, in Piazza dei Santi Apostoli, proprio ad un passo dal Parlamento, alle ore 10. Previsto l’arrivo di un centinaio di pullman da tutta Italia. Gli organizzatori contano su un'altissima adesione.

Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati, uniti contro il Decreto PNRR, in fase di conversione in legge al Senato, che contiene la riforma scolastica e detta una serie di norme in materia di formazione dei docenti e reclutamento. Norme che però non sembrano tener conto della situazione dei precari e contengono una serie di discriminazioni fra docenti di ruolo e non e fra titoli di studio ammessi.



"Uno sciopero per contrastare le norme introdotte nel decreto PNRR che tradiscono il patto per la scuola e negano il valore della partecipazione, del confronto e della contrattazione, come principali strumenti di valorizzazione e crescita delle professionalità che operano nel sistema di istruzione" afferma il leader della Cgil Maurizio Landini, aggiungendo "è inaccettabile una formazione fatta per pochi, finanziata, peraltro, con i tagli di organico. Come pure sono inaccettabili le assenze di risposte per i precari che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio".

Si unisce alla protesta anche il sindacato della scuola Anief, che denuncia anche una serie di discriminazioni ai danni dei precari, ad esempio con la negazione della card docente (formazione). "Il sindacato non è contro il merito e pretende che anche i precari meritino l'opportunità di conseguire l'abilitazione e di conquistare quella conversione del contratto a tempo indeterminato che ci chiede l'Europa"; afferma il leader del sindacato Marcello Pacifico, ricordando anche l'ultima pronuncia della Corte di Giustizia europea sulla card docenti su ricorso presentato dal legati del sindacato.

La Cisl scende in piazza per rivendicare il diritto a un contratto con incrementi retributivi adeguati, formazione, progressioni di carriera, stabilità per i precari, investimenti seri e per dire "no" al taglio di 9600 cattedre. "Il DL 36 va cambiato", afferma il sindacato con un tweet.
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