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Martedì 16 Agosto 2022, ore 08.35
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Enria (BCE): banche trarranno vantaggio da normalizzazione politica monetaria

Quando il contesto dei tassi cambierà e ci saranno passi avanti nell'Unione bancaria, secondo l'economista "le argomentazioni a favore delle fusioni paneuropee si rafforzeranno"

Banche, Finanza ·
(Teleborsa) - "Per quanto riguarda la prevista normalizzazione della politica monetaria della BCE, penso che le banche trarranno vantaggio dagli effetti positivi sui margini di interesse netto". Lo ha affermato Andrea Enria, presidente del consiglio di sorveglianza della Banca centrale europea (BCE), spiegando di non essere "eccessivamente preoccupato" per le banche dell'eurozona. "Ma lo scenario attuale è comunque di forte incertezza - ha aggiunto in un'intervista al giornale spagnolo Expansion - Non possiamo escludere che le prospettive peggiorino. Ecco perché stiamo spingendo le banche a sviluppare piani di capitale anche per scenari più avversi".

Parlando delle decisioni della BCE durante la pandemia, ha risposto a una domanda sulla restrizione alla distribuzione dei dividendi. "Ho dichiarato pubblicamente che non ho intenzione di farlo di nuovo - ha detto - Tuttavia, se dovessimo tornare all'inizio della pandemia, prenderei la stessa decisione di limitare in generale la distribuzione dei dividendi. Farei esattamente lo stesso perché è stato un momento di incertezza senza precedenti. Sapevamo che sarebbe arrivata una grave recessione e non sapevamo in che modo le misure di restrizione e lo stallo della nostra economia avrebbero avuto un impatto su ciascuna banca".



Durante l'intervista è stato anche toccato il tema del consolidamento del settore bancario. "Non vedo alcuna contraddizione tra il miglioramento dell'efficienza dei costi chiudendo le filiali e il miglioramento della digitalizzazione, continuando anche a fornire buoni servizi ai clienti con livelli di alfabetizzazione digitale inferiori - ha spiegato Enria - Durante la pandemia abbiamo visto che una parte significativa della base clienti delle banche è passata facilmente al digital banking. Ciò libera le risorse per le banche per aiutare quei clienti che sono meno esperti di tecnologia. Le filiali svolgono ancora un ruolo chiave nel soddisfare le esigenze dei clienti e continueranno a farlo per molto tempo".

Nelle attuali condizioni di mercato, secondo l'economista italiano il principale motore delle fusioni è generare efficienza dei costi. "Quindi è del tutto naturale che in una certa misura la prima ondata di fusioni si sia concentrata su aree con reti di distribuzione nazionali sovrapposte, perché è lì che è possibile ottenere i maggiori risparmi sui costi - ha affermato - Quando il contesto dei tassi di interesse cambierà e riusciremo a compiere ulteriori progressi verso il completamento dell'Unione bancaria, rimuovendo gli ostacoli all'attività bancaria transfrontaliera, penso che anche le argomentazioni a favore delle fusioni paneuropee si rafforzeranno".
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