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Fisco, da oggi scatta l'obbligo del POS: sanzioni a commercianti e professionisti

Il Codacons mette in guardia contro i possibili escamotage. Associazioni di categoria chiedono di azzerare costi di gestione delle transazioni bancarie

Economia ·
(Teleborsa) - Scattano oggi – come previsto dal decreto legge 36 del 30 aprile 2022 del Consiglio dei ministri "Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr" – le sanzioni per esercizi commerciali, imprese e professionisti che non accetteranno pagamenti con bancomat e carte di credito.

Entrate in vigore con 6 mesi d'anticipo, le disposizioni prevedono una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l'accettazione del pagamento. Ad esempio, in caso di rifiuto di un pagamento di 100 euro tramite il Pos, il commerciante andrebbe incontro ad una sanzione da 34 euro (30 euro di ammenda fissa e 4 euro per quella variabile). Saranno interessati dalla novità numerose figure professionali: artigiani come falegnami, fabbri e idraulici, ecc.; ristoratori e baristi; negozianti e ambulanti; notai, avvocati, ingegneri, geometri, commercialisti, medici, consulenti del lavoro, dentisti e professionisti in genere.

La misura – sottolinea il Codacons – era attesa da ben 8 anni. Già a partire dal 2014, grazie ad un decreto legge del Governo Monti, era stato introdotto in Italia l'obbligo per negozianti e professionisti di accettare i pagamenti con Pos, misura poi confermata ed estesa a partire dall'1 luglio 2020 dal decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio (n. 124/2019). Nessuna delle due norme, tuttavia, aveva introdotto sanzioni per gli esercenti che rifiutavano pagamenti con carte e bancomat.

"A partire da oggi – fa sapere il Codacons – raccoglieremo in tutta Italia le segnalazioni dei cittadini circa professionisti e commercianti che rifiuteranno i pagamenti con Pos, e siamo pronti a presentare una raffica di denunce alle autorità preposte contro esercenti e operatori scorretti, ai fini delle dovute sanzioni previste dalla legge".



Le associazioni dei consumatori evidenziano, tuttavia, i possibili escamotage a cui commercianti e professionisti potrebbero fare ricorso per aggirare le multe. "Le disposizioni – spiega il Codacons – escludono l'obbligo di pagamento con il Pos in caso di oggettiva impossibilità tecnica: il commerciante che dichiara di avere il Pos fuori uso non è passibile di sanzione. Non solo. Per essere in regola con la nuova norma, esercenti e professionisti potrebbero limitarsi ad accettare anche un unico circuito e una sola tipologia di carta di debito (per esempio il bancomat) e una sola di credito, restringendo così il diritto degli utenti a pagare con Pos".

"Tutte le misure fin qui introdotte per incentivare i pagamenti elettronici si sono rivelate fallimentari, proprio perché non prevedevano alcuna misura punitiva per chi rifiutava di accettare carte o bancomat – spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi –. Il solito pasticcio all'italiana che ora potrebbe essere superato dall'introduzione di sanzioni nei confronti di esercenti e professionisti. Va però sottolineato che i costi legati al Pos a carico dei commercianti restano tuttora elevati: è necessario azzerare del tutto le commissioni interbancarie e gli altri balzelli richiesti agli esercenti".

Sulla questione era intervenuta ieri Assotabaccai chiedendo "quanto prima un confronto con il Governo in merito all'esclusione delle tabaccherie/ricevitorie dall'obbligo di pagamento con moneta elettronica per quanto riguarda i generi di monopolio. Si tratta – ha affermato l'associazione – di una misura inopportuna e che rischia, inoltre, di aumentare gli oneri, a volte più alti dello stesso margine di guadagno". In tale scenario Assotabaccai fa appello al governo perché crei "le condizioni perché i costi di gestione delle transazioni bancarie, effettuate utilizzando la moneta elettronica, siano ridotti o addirittura azzerati: questa è – secondo l'associazione – la strada maestra da seguire per incentivarne l'uso".















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