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Dl Aiuti bis, dal cuneo fiscale alle pensioni: tutte le misure sul tavolo

Il provvedimento sarà al vaglio del consiglio dei ministri in settimana. Per le nuove misure a disposizione circa 12 miliardi

Economia, Welfare ·
(Teleborsa) - Un nuovo intervento per ridurre gli aumenti dei carburanti e delle bollette nel quarto trimestre dell'anno, un taglio del cuneo fiscale e l'anticipo della prevista rivalutazione delle pensioni. Queste le misure portanti del nuovo decreto aiuti che arriverà in settimana, tra mercoledì e giovedì, sul tavolo del consiglio dei ministri. A queste – come spiega l'Ansa – si aggiungeranno nuovi interventi contro la siccità, probabilmente nuove disposizioni a favore dell'autotrasporto e lo specifico pacchetto messo a punto dal Ministero dello Sviluppo economico. Giancarlo Giorgetti porterà in dote la rimodulazione dei bonus auto per favorire (rigorosamente a costo zero) il mercato delle elettriche e delle ibride plug-in, nuovi incentivi per le colonnine di ricarica, ma anche il doppio tetto ai compensi degli amministratori straordinari.



Lo spazio di bilancio a disposizione è quello previsto dalla relazione sull'aggiustamento ovvero 14,3 miliardi di cui circa 12 effettivamente utili per le misure, considerando che poco più di due miliardi andranno a coprire norme già approvate nel dl aiuti di maggio. Stralciata l'ipotesi di una riduzione dell'Iva sui beni di prima necessità, le risorse saranno principalmente distribuite sugli interventi cardine.

Allo studio un nuovo stanziamento da 3 miliardi per le bollette, identico a quello degli ultimi trimestri, mentre per il taglio delle accise su benzina e diesel, attualmente in vigore fino al 21 agosto, il costo stimato è invece di circa un miliardo al mese che diventerebbero due nel caso venisse portato fino alla fine di ottobre.

Per il cuneo fiscale la base di partenza per il calcolo delle coperture è il miliardo e mezzo necessario nell'ultima legge di bilancio per una riduzione di 0,8 punti a chi ha un assegno inferiore a 35mila euro. Attualmente si parla di un taglio aggiuntivo di almeno un punto, probabilmente a favore della stessa platea per i sei mesi da luglio a dicembre. Un "mini" taglio che porterà a un aumento degli stipendi ma, in attesa di un intervento più corposo, si tratta di piccole cifre. Secondo i calcoli del Corriere della Sera per un lavoratore con un reddito di 35mila euro l'anno lordi, il taglio si tradurrebbe in un aumento mensile dello stipendio di circa 27 euro. Una cifra che scende a 22 euro nel caso di un reddito lordo di 28mila euro e a 12 euro per un lavoratore con un reddito di 15mila euro.

La rivalutazione delle pensioni del 2% non avrebbe, invece, un limite di reddito. A partire da settembre è previsto un anticipo, pari al 2%, della rivalutazione delle pensioni. Scatterà, invece, a gennaio 2023 l'aumento definitivo che, tenendo conto dell'attuale dato dell'inflazione, il Corriere della Sera stima oltre l'8%. Il meccanismo attuale per la rivalutazione prevede tre fasce: il 100% fino a 4 volte la pensione minima, ovvero 523 euro al mese; il 90% tra 4 e 5 volte il minimo e i 75% sopra questa soglia. Dopo l'anticipo di settembre, bisognerà calcolare il conguaglio sulla base dell'indice annuo dell'inflazione accertato dall'Istat.

Con il doppio tetto ai compensi, i commissari rientreranno innanzitutto nei canoni previsti per i manager pubblici: non potranno cioè ricevere più dei 240mila euro l'anno stabiliti come retribuzione massima nella pubblica amministrazione né superare il milione di euro complessivo oltre i tre anni di lavoro.






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