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Imprese, CRIBIS: i ritardi gravi sotto il 10%, non si registrava da oltre 10 anni

Economia ·
(Teleborsa) - Continua il trend positivo dell’incidenza dei pagamenti puntuali delle imprese italiane anche nel secondo trimestre del 2022, nonostante gli eventi politici e macroeconomici che si sono susseguiti in questi primi sei mesi dell’anno che sembrano non aver ancora impattato le imprese quanto alla puntualità nei pagamenti dei loro fornitori.

Nel secondo trimestre dell’anno l’incidenza dei pagamenti puntuali sul totale si attesta al 40,6% (era 38,8% nel primo trimestre dell’anno e 35,0% nel secondo trimestre del 2020 in piena crisi pandemica) mentre l’incidenza dei pagamenti in grave ritardo (> 30 giorni) sul totale arriva a quota 9,5%, risultati che si rivelano i migliori degli ultimi 4 anni. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti aggiornato al 30 giugno 2022 e realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information.

Nel secondo trimestre del 2022 si assiste al miglioramento della qualità dei pagamenti sia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che rispetto al primo trimestre del 2019, pre-covid. I pagamenti puntuali crescono del 10,1% rispetto al primo trimestre del 2021 e del 14,3% rispetto al 2019 e si assottiglia la percentuale dei pagamenti con ritardo grave (oltre i 30 giorni dalla scadenza) pari al 9,5%, con percentuali che variano a seconda della dimensione dell’azienda con un valore che arriva al 4,5% per le grandi imprese (oltre i 250 dipendenti).

Interessante l’analisi sulle macro-aree geografiche italiane: dallo Studio di CRIBIS emerge che il Nord Est è la più affidabile con il 47,8% rispetto al 46,7% del trimestre precedente di pagamenti puntuali e il 6,4% (era il 7,0% nel trimestre precedente) di gravi ritardi. Un trend che si conferma ormai da anni. Lombardia (50,5% di imprese puntuali), Emilia Romagna (48,3%), Veneto (47,9%), Friuli Venezia-Giulia (47,5%) sopra la media nazionale. Sud e Isole mostrano maggiori criticità, con il 27,6% di pagamenti regolari e il 15,2% di gravi ritardi in lieve calo rispetto al trimestre precedente (16,6%) con punte molto negative quanto ai pagamenti puntuali. Sicilia in testa con il 23,7%, che precede Calabria, con il 23,8%, e Campania, con il 27,8%.

Per quanto riguarda i settori, lo Studio di CRIBIS indica fra i più virtuosi nei pagamenti i servizi finanziari con una percentuale del +59,4% dei pagamenti puntuali a fronte del 6,9% dei ritardi gravi; bene anche il settore manufatturiero (45,0% dei pagamenti puntuali) e quello delle costruzioni (45,0% dei pagamenti puntuali), con ritardi gravi rispettivamente nel 6,4% e 7,4% dei casi. Agricoltura
e commercio al dettaglio invece risentono già dell’inflazione, del prezzo delle materie prime, delle tensioni macroeconomiche e contingenti. Qui troviamo la concentrazione più bassa di pagamenti puntuali (38,0% e 30,0%) e la maggior incidenza di ritardi gravi (11,7% e 14,1%) sul totale.



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