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Coronavirus, oggi in Italia oltre 15mila nuovi casi

Tasso di positività all'11.3%

Economia, Salute e benessere ·
(Teleborsa) - Sono 15.543 - in calo rispetto a ieri quando erano stati 17.550 - i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore in Italia, a fronte di poco più di 137 mila tamponi effettuati, con il tasso di positività all'11,3%. E' quanto emerge dal quotidiano bollettino diffuso dal Ministero della Salute. Le vittime sono 59, in calo rispetto alle 89 di ieri, che portano il totale delle persone che hanno perso la vita da inizio pandemia a quota 176.157. A livello di ospedalizzazioni, sono 4.017 (133 in meno di ieri) i ricoverati con sintomi, dei quali 172 in terapia intensiva (13 in meno di ieri).





Intanto, prosegue il calo di contagi e ospedalizzazioni per Covid-19. Dal 31 agosto al 6 settembre i ricoveri in area medica vedono un -17,8% e quelli in terapia intensiva segnano il -18,1%, mentre negli stessi sette giorni i nuovi casi calano del 17,3% e i decessi del 22,1%.

A indicarlo è il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. "Il numero dei nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente Gimbe - si attesta intorno a 124 mila, con una media di 17 mila casi al giorno. Da metà agosto, la curva è in una fase di plateau con lieve andamento discendente negli ultimi giorni".

Nell'ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi Covid segnalati sale al 14,6%, in aumento rispetto al 14% della settimana scorsa. E' quanto emerge dai dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità nell'ambito del monitoraggio settimanale Iss-ministero Salute sull'andamento della pandemia in Italia.

Intanto, a settembre è previsto "l'arrivo di 19 milioni di vaccini bivalenti adattati" , dati che sottolineano "l'impegno nella programmazione per venire incontro alle esigenze di protezione". Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, nel corso della conferenza stampa al ministero della Salute sulla prosecuzione della campagna vaccinale. Ma, ha sottolineato, "è importante più la tempistica con cui si esegue la vaccinazione di richiamo che non il vaccino impiegato".
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